Non è mai stato facile delimitare il genio di Franco Battiato entro i confini di un’unica definizione. Cantautore, certo, ma anche pioniere dell’elettronica, pittore bizantino, regista filosofo e instancabile ricercatore dello spirito.
A quasi cinque anni dalla sua scomparsa, Roma si prepara a rendergli omaggio con una retrospettiva imponente: “Franco Battiato. Un’altra vita”, che aprirà i battenti il 31 gennaio presso lo Spazio Extra del MAXXI.
C’è un filo sottile che lega la Sicilia di Jonia (attuali Giarre e Riposto) alle avanguardie milanesi, la musica elettronica ai dervisci rotanti. Quel filo si chiama Franco Battiato. La mostra non è un semplice omaggio postumo, ma un’esperienza immersiva pensata per celebrare l’uomo che ha insegnato all’Italia a cercare il proprio “centro di gravità permanente”.
Un viaggio in sette stanze e un ottagono
Curata da Giorgio Calcara in stretta collaborazione con la famiglia dell’artista, soprattutto grazie al supporto prezioso di Grazia Cristina Battiato, l’esposizione non è una semplice carrellata di ricordi, ma un vero e proprio itinerario multidisciplinare. Il percorso si snoda attraverso sette sezioni tematiche che seguono il percorso di un’esistenza vissuta come un’opera d’arte totale.
Si parte dagli esordi: il distacco dalla Sicilia e l’approdo in una Milano in pieno fermento negli anni ’70, dove Battiato iniziò a scardinare le regole della canzone italiana con tastiere e sintetizzatori. Il racconto prosegue poi verso la consacrazione popolare, quel momento magico in cui l’avanguardia più colta è riuscita a parlare alle masse, scalando le classifiche senza mai svendersi.
Il cuore pulsante della mostra è però una struttura ottagonale posta al centro del percorso. Un richiamo simbolico all’ottava musicale e alla geometria sacra dove il suono diventa protagonista assoluto: qui i visitatori possono immergersi in un’esperienza sonora ad alta fedeltà, isolandosi dal caos esterno per ritrovare le armonie del Maestro.
Oltre la musica: il Battiato visivo
La mostra ha il merito di accendere i riflettori su aspetti meno celebrati ma fondamentali della sua carriera. Vedremo così il Battiato pittore, con le sue tele dai fondi dorati e le figure solenni che richiamano il Medio Oriente e la mistica sufi.
Non manca la sezione dedicata al cinema, con i suoi lungometraggi e documentari che, negli ultimi vent’anni di vita, sono diventati lo strumento privilegiato per indagare il rapporto tra l’uomo e l’invisibile. Grazie ai materiali inediti e ai cimeli concessi dalla Fondazione Battiato, il pubblico potrà sbirciare dietro le quinte di un processo creativo che non conosceva compartimenti stagni, tra spartiti mai visti e oggetti personali.
“Un’altra vita” non è solo il titolo di una celebre canzone, ma l’invito a scoprire le molteplici esistenze che Battiato ha racchiuso in una sola. La mostra promette di restituirci non solo l’artista, ma l’intellettuale capace di insegnarci che la spiritualità può abitare anche dentro un ritornello pop. Un’occasione per perdersi e ritrovarsi nelle opere di un genio che ha saputo essere, contemporaneamente, raffinato e popolare.
Per chi desidera intraprendere questo percorso alla scoperta del Maestro, l’appuntamento è al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, presso lo Spazio Extra di Via Guido Reni 4/a.
La mostra “Franco Battiato. Un’altra vita” aprirà le porte il 31 gennaio e resterà visitabile per tutta la primavera, fino al 26 aprile 2026.
È possibile immergersi nelle atmosfere della rassegna dal martedì alla domenica, con orario continuato dalle 11:00 alle 19:00, mentre il lunedì è prevista la giornata di riposo del museo.
Per quanto riguarda l’accesso, il biglietto intero ha un costo di 15 €, con una riduzione a 12 € riservata ai giovani tra i 14 e i 25 anni e alle categorie convenzionate; l’ingresso rimane invece gratuito per i minori di 14 anni, i visitatori con disabilità e i loro accompagnatori.


