Santa Teresa di Riva – «Non possiamo fermarci, le istituzioni devono ascoltarci». Il grido d’aiuto di Danilo Lo Giudice, sindaco di Santa Teresa di Riva, risuona come un ultimatum tra i detriti di un lungomare sventrato e una viabilità al collasso. Al centro del contendere ci sono le risorse per il post ciclone, un pacchetto di interventi vitali per un comune che ha riportato danni stimati in oltre 60 milioni di euro e che ora corre contro il tempo per non farsi trovare impreparato all’appuntamento con la stagione estiva.
Il punto di rottura è la Statale 114, attualmente l’unica arteria percorribile verso Catania. Il manto stradale, sotto il peso costante di autobus e mezzi pesanti, presenta lesioni evidenti. «Non può resistere molto», avverte il primo cittadino, che punta tutto sulla costruzione di una pista di protezione civile nel torrente Savoca. L’opera, già avallata dall’Autorità di Bacino, servirebbe a bypassare il tratto critico, ma il nodo restano i fondi. Servono 690mila euro per sua realizzazione.
Lo Giudice ha tentato la via del dialogo con Rfi e il Consorzio Messina-Catania Lotto Nord, ipotizzando una sinergia visto che la pista servirebbe anche ai mezzi del raddoppio ferroviario. La risposta telefonica – ovvero che l’infrastruttura resterebbe ad uso esclusivo del cantiere – è stata rispedita al mittente: «Inaccettabile», taglia corto il sindaco.
La tensione istituzionale è altissima. Lo Giudice ha già avvisato la prefetta Cosima Di Stani: è pronto a firmare un’ordinanza per vietare il transito ai camion sulla Statale, fatta eccezione per i soccorsi e i mezzi impegnati nella ricostruzione. Un incontro decisivo è fissato per lunedì alle 16. «Se non si raggiungerà l’obiettivo, agirò di conseguenza», minaccia il sindaco, che chiede alla Regione Siciliana un binario preferenziale per il comune più colpito dall’emergenza.
Mentre si attende il via libera per nuove somme urgenze necessarie a mettere in sicurezza i muri di cinta e colmare le voragini, resta un piccolo spiraglio di luce: entro fine mese dovrebbe riaprire il tratto di lungomare all’altezza di via Del Gambero. Un primo passo per restituire la litoranea ai cittadini, seppur con limitazioni, in attesa che le promesse economiche si trasformino in cantieri certi.


