Non è solo il rumore delle ruspe che rompe il silenzio spettrale dei lungomari devastati. È il passo cadenzato e sicuro degli uomini in mimetica che restituisce speranza a una costa in ginocchio. Dopo la furia del ciclone Harry, che ha trasformato i litorali di Santa Teresa di Riva e Furci Siculo in un ammasso di sabbia e asfalto divelto, lo Stato ha risposto con il volto più solido: quello dell’Esercito Italiano.
Trenta uomini, quattro mezzi speciali del Genio, dieci mezzi logistici e le torri faro che squarciano il buio della notte. Il 4° Reggimento Genio Guastatori di Palermo, parte della Brigata Aosta, è arrivato come una colonna di salvezza. Non sono solo tecnici della logistica; sono gli uomini che, coordinati dalla Prefetta di Messina, Cosima Di Stani, stanno restituendo la terraferma ai cittadini.
Vederli operare tra le macerie, con la precisione di chi è abituato alle missioni impossibili, ha cambiato il clima nelle strade. La viabilità litoranea, arteria vitale per questi comuni, sta tornando lentamente alla luce sotto i colpi delle pale meccaniche e la forza di braccia instancabili.
«L’Esercito interviene nelle fasi più gravi, quando la collettività è ferita», spiegano dal comando operativo. E la ferita del ciclone Harry è profonda. Ma, come sottolineato dal Ministro Guido Crosetto, la Difesa non è solo quella dei confini, è protezione del cittadino.
I residenti guardano dalle finestre, qualcuno scende in strada a ringraziare. È quel «sospiro di sollievo» di cui parlano gli ufficiali: la sensazione che, nonostante la tempesta, nessuno sia stato lasciato solo. Anche se il Reggimento di Palermo è l’unico presidio del Genio in Sicilia e le richieste sono moltissime, la dedizione mostrata in queste ore racconta di un impegno che va oltre il dovere.


