NISCEMI – Non è solo un quartiere a rischio, è l’intera collina di Niscemi che sta scivolando inesorabilmente verso la piana di Gela. È questo il verdetto drammatico emerso dal sopralluogo di Fabio Ciciliano, Capo del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, giunto ieri sul luogo del disastro insieme al governatore Renato Schifani e al dirigente regionale Salvo Cocina.
L’analisi scientifica: un equilibrio impossibile
La situazione non è solo critica, ma scientificamente segnata. Durante il sopralluogo con il professor Nicola Casagli (Centro di competenza del Dipartimento), è emerso un dato geologico inquietante: i terreni sabbiosi di Niscemi hanno un angolo di resistenza al taglio di 35 gradi, ma l’attuale parete della frana presenta un’inclinazione di 85 gradi.
«Questo significa che la frana è destinata ad avanzare inevitabilmente», spiega Riccardo Ferraro della Sigea (Società Italiana di Geologia Ambientale). «La parete non può reggere quell’inclinazione e continuerà a cedere finché non troverà un assetto di equilibrio naturale».
Un destino segnato: le case in bilico sul precipizio non hanno alcuna speranza di salvezza. La natura deve completare il suo assestamento, e lo farà divorando il terreno su cui poggiano le fondamenta del quartiere Santa Croci.
Delocalizzazione definitiva e aiuti economici
Ciciliano è stato netto: «Ci sono abitazioni che non potranno mai più essere recuperate. Bisognerà definire un piano per la delocalizzazione definitiva di chi ci viveva». Non si parla più di un rientro temporaneo, ma di una riscrittura della mappa urbana di Niscemi.
Per far fronte all’emergenza abitativa di oltre 1.500 persone, lo Stato ha attivato il fondo per il Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS). Gli aiuti economici sono così strutturati:
- 400 euro base per ogni nucleo familiare;
- 100 euro aggiuntivi per ogni componente della famiglia;
- Tetto massimo di 900 euro mensili per la durata di un anno.
Il monitoraggio continua
Mentre il Comune procede al censimento minuzioso degli sfollati per l’erogazione dei fondi, il monitoraggio resta ai massimi livelli. «La frana è pienamente attiva», ha ribadito Ciciliano, confermando che i sensori e i rilievi tecnici continuano a registrare movimenti millimetrici ma costanti.
La comunità di Niscemi si trova dunque davanti a una sfida epocale: gestire non solo la perdita materiale di centinaia di case, ma la consapevolezza che il profilo geografico stesso della loro città è cambiato per sempre.


