Palermo – Non è stato solo un voto di protesta, ma un vero e proprio terremoto politico quello che si è consumato nelle ultime ore all’Assemblea Regionale Siciliana. Con il favore delle tenebre del voto segreto – 32 favorevoli e 24 contrari – l’ARS ha approvato un ordine del giorno dirompente: utilizzare i 5,3 miliardi di euro del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC), attualmente destinati al Ponte sullo Stretto, per fronteggiare i danni incalcolabili del Ciclone Harry.
L’iniziativa porta la firma di Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, che è riuscito a compattare le opposizioni e a intercettare il malumore di una parte della maggioranza. “In una Sicilia in ginocchio, con famiglie senza luce e imprese travolte dal fango, insistere sul Ponte è un insulto alla realtà”, ha tuonato De Luca durante l’aula, ribadendo che la priorità assoluta deve essere la sicurezza dei territori devastati, da Niscemi fino alla fascia ionica.
L’approvazione è arrivata nonostante il parere contrario del Governo Schifani, che vede così scricchiolare l’accordo con Roma sulla grande opera. Il documento impegna la Giunta regionale a chiedere formalmente a Palazzo Chigi la riprogrammazione delle risorse: non solo i 1,3 miliardi già stanziati dal bilancio regionale, ma l’intero pacchetto di 5,3 miliardi che costituisce la quota siciliana per il collegamento stabile.
Secondo le cronache locali e i rilievi della Protezione Civile, il Ciclone Harry ha lasciato ferite profonde: infrastrutture stradali polverizzate, sistemi fognari distrutti e il comparto agricolo letteralmente azzerato. Per De Luca e i sostenitori dell’ordine del giorno, i 100 milioni promessi dal governo nazionale sono “briciole” a fronte di un disastro di portata epocale.
La palla passa ora al tavolo delle trattative tra Palermo e Roma, con un’Assemblea Regionale che, per una notte, ha deciso di ammainare la bandiera del Ponte per issare quella della ricostruzione immediata.


