Non si ferma l’iter per lo svincolo autostradale di Santa Teresa di Riva, opera attesa da anni per cambiare il volto della mobilità jonica. Mentre il territorio cerca di rialzarsi dopo le recenti ondate di maltempo, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) ha impresso una nuova accelerazione alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), pubblicando le integrazioni tecniche depositate dai progettisti.
La procedura, avviata nell’ottobre 2021, ha vissuto una fase di stallo la scorsa estate quando il Ministero aveva richiesto ulteriori approfondimenti sul campo. Dopo una sospensione temporanea per completare i rilievi, le società incaricate (Proger, Progin e Dinamica) hanno depositato le nuove carte. Ora la palla passa ai cittadini: chiunque abbia interesse potrà visionare la documentazione e inviare osservazioni entro il 21 febbraio, utilizzando il portale web del Mase o tramite PEC.
Nel corposo aggiornamento dello studio ambientale, i tecnici hanno inserito un’approfondita analisi costi-benefici che promuove l’infrastruttura a pieni voti. Lo svincolo autostradale di Santa Teresa di Riva non è visto solo come una comodità per i pendolari, ma come una vera e propria via di fuga salvavita.
Secondo i progettisti, la connessione tra la Statale 114 e l’autostrada A18 Messina-Catania è fondamentale per garantire un’alternativa in caso di frane o alluvioni che spesso bloccano la litoranea, alleggerire il traffico urbano che soffoca i centri costieri e potenziare l’attrattività del distretto jonico.
Il documento analizza anche la cosiddetta “Opzione Zero”, ovvero l’ipotesi di non realizzare l’opera. Il verdetto dei tecnici è netto: rinunciare allo svincolo significherebbe condannare il territorio alla persistenza dei rischi idrogeologici sulla rete viaria attuale e perdere un’occasione irripetibile di crescita socio-economica.


