MESSINA – Ora è ufficiale. Federico Basile ha annunciato le dimissioni dalla carica di sindaco di Messina, dichiarando contestualmente la volontà di ricandidarsi alle prossime elezioni amministrative. L’annuncio è arrivato stamattina nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, mettendo fine alle indiscrezioni che da settimane dominavano il dibattito politico cittadino.
La decisione apre formalmente la strada a elezioni comunali anticipate, che dovrebbero tenersi nella primavera del 2026.
Dimissioni non ancora irrevocabili
Dal punto di vista formale, le dimissioni non producono effetti immediati. Dopo la comunicazione al Consiglio comunale, il sindaco ha 20 giorni di tempo per ritirarle. Trascorso questo termine, l’atto diventerà definitivo e il Comune sarà affidato a un commissario straordinario per circa 90 giorni.
Uno schema già visto in passato, quando alle dimissioni di Cateno De Luca seguì la gestione commissariale guidata da Leonardo Santoro.
La regia politica di De Luca
La scelta di Basile rientra in una strategia politica precisa, fortemente voluta da De Luca. L’obiettivo è anticipare il voto rispetto alla scadenza naturale del mandato, prevista per giugno 2026, e “blindare” Messina, considerata la principale roccaforte elettorale del movimento Sud chiama Nord.
Secondo questo disegno, sganciare le amministrative messinesi dalle elezioni regionali e politiche del 2027 rappresenta un vantaggio competitivo, consentendo di affrontare la sfida elettorale in un contesto meno affollato e più favorevole.
Quando si vota
La finestra temporale più probabile per il ritorno alle urne è quella compresa tra maggio e giugno 2026, ma la data definitiva dipenderà dal decreto di indizione delle elezioni della Regione Siciliana. Nella stessa tornata elettorale potrebbero essere coinvolti anche altri Comuni della provincia, tra cui Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo e Giardini Naxos.
Tra le ipotesi circolate, quella del 24-25 maggio con eventuale ballottaggio il 7-8 giugno.
Consiglio comunale e partecipate
Con il passaggio al commissariamento, la Giunta Basile decadrà, mentre il Consiglio comunale resterà in carica per l’ordinaria amministrazione e per gli atti urgenti e indifferibili, fino all’indizione dei comizi elettorali.
I Consigli di amministrazione delle società partecipate non decadono automaticamente, ma potranno essere eventualmente sostituiti dal commissario. Restano invece in carica i direttori generali delle partecipate, in quanto dipendenti delle aziende.
Il nodo della Città Metropolitana
Si apre infine il tema della Città Metropolitana di Messina. Basile, in qualità di sindaco del Comune capoluogo, ricopre anche l’incarico di sindaco metropolitano. Il gruppo civico “Rispetto Messina” ha sottolineato l’assenza della nomina del vicesindaco metropolitano, figura prevista dalla legge regionale e chiamata a garantire la continuità istituzionale in caso di cessazione del sindaco.
Un ulteriore elemento di complessità in una fase politica già segnata da forti tensioni e da una campagna elettorale che, di fatto, è già iniziata.


