Santa Teresa di Riva – C’è un momento in cui la politica smette di essere annuncio e diventa cantiere, soluzione, respiro per una comunità in apnea. Danilo Lo Giudice, primo cittadino di Santa Teresa di Riva, quel momento lo ha fissato ieri pomeriggio nel silenzio operoso della Prefettura di Messina. Il verdetto è arrivato durante la consueta diretta Facebook, ormai appuntamento fisso di trasparenza per i cittadini: la pista di emergenza nel torrente Savoca si farà, e si farà subito.
Il cuore dell’operazione è un progetto tecnico dal valore di 690.000 euro. Un’opera fondamentale per ricollegare il lungomare alla circonvallazione, evitando il collasso della Statale 114, ormai stremata dal transito dei mezzi pesanti. Se il risultato è arrivato con una tempistica record, il merito tecnico va anche all’ingegnere Onofrio Crisafulli, capace di tradurre l’urgenza in carta progettuale in tempi brevissimi, permettendo al Comune di presentarsi al tavolo con le carte in regola e il nulla osta dell’Autorità di Bacino già in tasca.
Ma la vittoria di Lo Giudice non è solo tecnica; è profondamente politica. In un paese dove, tra le pieghe dei vicoli e dei social, non mancano i detrattori – quelli che sembrano sperare nel fallimento pur di colpire l’avversario – il Sindaco prosegue nel suo percorso di “risurrezione” della comunità. Mentre c’è chi spera sul declino, l’amministrazione risponde con i fatti, forzando la mano laddove la burocrazia rischiava di incagliarsi.
«La nostra comunità di Santa Teresa di Riva – ha commentato Lo Giudice – si rialzerà e io farò di tutto per renderla meravigliosa più di prima».
Il vertice di ieri pomeriggio, presieduto dalla viceprefetta Cettina Pennisi, ha visto convergere Protezione Civile, Anas e Rfi. Lo Giudice è stato categorico: senza un’alternativa, i mezzi del raddoppio ferroviario avrebbero trovato i cancelli chiusi. Un “aut aut” necessario per tutelare l’incolumità pubblica. La mediazione del subcommissario Duilio Alongi ha sbloccato l’impasse, affidando ad Anas il ruolo di ente attuatore e il Presidente della Regione Renato Schifani che ha garantito procedure snelle e derogatorie. Senza bisogno di lunghe gare d’appalto, i lavori potranno partire sotto il segno dell’urgenza. S. Teresa torna a respirare, nonostante chi avrebbe preferito vederla soffocare.
«Oggi siamo riusciti a far comprendere le motivazioni e la necessità di questa importante opera che collegherà la zona nord con la panoramica, realizzando una via di fuga fondamentale», ha spiegato Lo Giudice. «È un risultato importantissimo che ci darà prospettiva nella gestione della quotidianità», conclude il Sindaco, ringraziando il Prefetto per la sensibilità mostrata. Santa Teresa non si ferma: la rinascita è già iniziata, per buona pace di chi sperava nel contrario.


