CATANIA. Una mostra dove nulla è come appare. La ricerca di Alfredo Pirri è qualcosa che non rappresenta, ma accade, mentre la luce penetra il limite fra la materia, lo spazio e il tempo.
Succede in “Fare Cose”, progetto di Alfredo Pirri per i grandi spazi della Fondazione Brodbeck di Catania, curato da Cesare Biasini Selvaggi e Gianluca Collica e inaugurato il 19 aprile. Un racconto che, dal 1988 ad oggi, ripercorre la produzione di uno degli artisti più apprezzati della scena contemporanea e dà corpo a uno dei primi studi pensati ormai vent’anni fa per questo spazio post-industriale nel cuore del centro storico.
Sculture, disegni, installazioni: per Pirri non sono mai immagini stabili, bensì processi in divenire. Il risultato è una galleria di elementi plastici che non descrivono lo spazio, al contrario lo attivano attraverso il pubblico. “Una pratica che implica una comprensione sempre sfuggente delle cose, la stessa postulata nel Principio di Indeterminazione da Werner Heisenberg scoprendo la natura probabilistica delle leggi della meccanica quantistica e i grossi limiti che ne derivano per il nostro grado di conoscenza della realtà”, dichiara il curatore della mostra, Cesare Biasini Selvaggi.
Particolare entusiasmo, fra i primi visitatori, per il “Progetto Archivio FWD-RWD” con cui Pirri apre il suo personale patrimonio storico di progetti al pubblico: un implicito invito a preservare la cultura come linfa vitale della società; ma anche un luogo di riattivazione del sapere, della memoria e di nuove e infinite possibilità di lettura.
“Archivio RWD-FWD – spiega Alfredo Pirri – si chiama come i tasti delle vecchie mangiacassette, che consentivano di andare rapidamente avanti e indietro; e ha una forma circolare in cui il tempo non fa differenza fra un prima e un dopo. Nei vari fascicoli, articolati per anno e numerati, sono raccolte circa 1500 immagini dei miei progetti degli ultimi 40 anni. Sono a disposizione del visitatore che può visionarle e anche costruire una mostra, frutto della sua visione del mio lavoro”.
Visite fino al 30 settembre 2026, nei pomeriggi di giovedì, venerdì e sabato, dalle 17 alle 20. Per visite guidate o di gruppo scrivere a info@fondazionebrodbeck.it, tel 095.7233111
LA MOSTRA
Dal 19 aprile e fino al 30 settembre 2026, la Fondazione Brodbeck di Catania ospita la mostra FARE COSE di Alfredo Pirri, curata da Cesare Biasini Selvaggi e Gianluca Collica. Un progetto che segna il compimento di un dialogo intellettuale iniziato diciotto anni fa: la realizzazione di un progetto espositivo specificamente concepito per gli spazi post-industriali della Fondazione Brodbeck (un’ex fabbrica di liquirizia nello storico quartiere di San Cristoforo a Catania) che trova oggi una sua forma compiuta, imprevista e imprevedibile.
Il percorso espositivo si configura come un organismo vivente dove la dimensione retrospettiva e quella inedita site-specific si fondono in un allestimento dalle proporzioni monumentali all’insegna di un’immersione totalizzante.
Accanto a lavori storici che hanno segnato la ricerca di Pirri dagli anni Ottanta – tra cui la riattivazione di Cure, originariamente concepito in occasione di Aperto ’88, sezione giovani della Biennale di Venezia ideata da Achille Bonito Oliva e Harald Szeemann, – compaiono opere delle ricerche più recenti e ancora inedite, come L’archivio. Non si tratta di una semplice antologia, ma di un dialogo senza precedenti tra opere (installazioni, dipinti, sculture, disegni, progetti) che rilegge il passato alla luce del senso di Pirri per il presente, trasformando le tappe del percorso creativo dell’artista in capitoli di una narrazione diffusa, tappe di uno spazio di sperimentazione esistenziale.
Fulcro generatore dell’intero progetto espositivo è l’indagine sul rapporto tra arte e architettura, intesa da Pirri come una tensione poetica tra materia, luce e ambiente. L’artista trasforma lo spazio in un “dispositivo percettivo” in cui l’opera non è un oggetto da osservare, ma un campo di risonanza da percorrere. Con il ricorso a materiali radicati nel territorio siciliano, a partire dal tufo di Lentini, Pirri attiva nuove stratificazioni di significato, invitando il visitatore a compiere un’esperienza di attraversamento dove la memoria fisica si fa architettura umana del possibile.
Visite nei giorni giovedì, venerdì e sabato, dalle ore 17 alle 20 (ultimo ingresso ore 19.30. Visite di gruppo e in altri giorni e orari solo su prenotazione a info@fondazionebrodbeck.it.
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