AGRIGENTO. È un inno alla sua squadra del cuore il nuovo singolo di Alessandro D’Andrea Calandra. Il cantautore siciliano compone AKRAGAS ALÉ riuscendo a coniugare l’identità della “Città dei templi” con lo spirito sportivo dei biancazzurri. Tra appartenenza e riscatto, vibrazioni ethno-folk e idioma di Agrigento convergono vincenti nel potere emozionale della musica. Non c’è legame più forte di quello tra musica e calcio, dove l’energia e il potere motivazionale dei cori da stadio unisce in un unico abbraccio i tifosi e i giocatori, creando un’emozione unica. Lo sa benissimo Alessandro D’Andrea Calandra che, in un momento molto difficile per l’Akragas, la sprona con il suo inno. Un brano potente e accorato, che nasce dai ricordi più cari dell’artista. Dalle emozioni che lo hanno accompagnato a partire da quei fortunati anni Ottanta, quando la squadra di Agrigento raggiunse il prestigioso traguardo della Serie C1. «Ho vissuto da molto vicino quei meravigliosi anni che videro l’Akragas tra i protagonisti del calcio siciliano.» spiega l’artista «La “Trattoria de Paris” di mio zio Totuccio, in piazza Lena nel centro storico di Agrigento, era il ristorante “ufficiale” dell’Akragas ed io, all’epoca bambino, avevo il privilegio di conoscere uno per uno gli attori di quella grande impresa, quando i biancazzurri raggiunsero rapidamente la C1 a partire dalla Serie D. E poi la domenica, naturalmente, si andava all’Esseneto con zio e papà a sostenere i nostri eroi.» Un inno sportivo da cantare a squarciagola in curva, nella mitica gradinata e nelle storiche tribune A, B e centrale. Ma anche il canto di una rinata comunità che deve ritrovare il piacere di intonarlo gioiosamente insieme. AKRAGAS ALÉ si aggiunge al vasto repertorio di Alessandro D’Andrea Calandra ed ha in comune con i precedenti lavori quel caratteristico sound che trae linfa dal folk tradizionale siciliano e dagli ascolti che hanno accompagnato la sua formazione musicale: cantautorato italiano, prog rock, new wave, british pop e tantissima classica.
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