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    Home - Cultura e Spettacoli - Agrigento. Prorogata al 18 ottobre la mostra sui vasi Panitteri “venduti” al principe Ludwig di Baviera
    Cultura e Spettacoli

    Agrigento. Prorogata al 18 ottobre la mostra sui vasi Panitteri “venduti” al principe Ludwig di Baviera

    Enrico ScandurraDi Enrico ScandurraMaggio 14, 2025Nessun commento
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    Mostra Vasi Panitteri sx M. Concetta Parello con dir. Museo Monaco
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    AGRIGENTO. Ad Agrigento ci sarà tempo fino al 18 ottobre per ammirare i dieci antichissimi vasi greci della Collezione Panitteri in prestito da Monaco di Baviera e in mostra dallo scorso mese di dicembre al Museo Griffo del Parco archeologico della Valle dei Templi. Un progetto culturale tra Italia e Germania con cui la Regione Siciliana, tramite il Parco della Valle dei Templi, ha dato il via agli eventi di Agrigento Capitale.

    È stata infatti prorogata fino all’autunno la straordinaria esposizione “Da Girgenti a Monaco. Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei vasi del ciantro Panitteri” che si sarebbe dovuta concludere il 18 maggio. Il successo della mostra tra il pubblico e sulla stampa ha infatti convinto gli organizzatori – il Parco della Valle dei Templi, diretto da Roberto Sciarratta, con l’archeologa curatrice, Maria Concetta Parello – a prorogarne la durata. Un accordo sancito nei giorni scorsi anche dalla presenza al museo Griffo di Florian Knauss, direttore delle Staatliche Antikensammlungen di Monaco di Baviera, che ha autorizzato il prolungamento del prestito dei reperti, attualmente di proprietà della fondazione di diritto pubblico Wittelsbacher Ausgleichsfonds.

    Accolto dalla Parello, Florian Knauss ha espresso il suo personale apprezzamento per il progetto espositivo e per “il meraviglioso” allestimento sottolineando l’importanza degli scambi di reperti fra le istituzioni museali: “Entrambi – ha commentato Knauss – traiamo beneficio da uno scambio del genere: la gente qui impara la propria storia; a Monaco visitatori da tutte le parti del mondo scoprono la storia bavarese e quella greca e di Agrigento quando visitano il museo”. Alla mostra è dedicato un catalogo, in fase di stampa, che sarà presentato ufficialmente nelle prossime settimane e sarà fruibile sul sito del Parco con la formula dell’Open Access, ossia con “accesso aperto” al pubblico tramite un pdf consultabile on line dagli studiosi.

    Dipinti a figure nere e rosse, i dieci vasi provengono da una raccolta di ben 47 tra crateri e anfore di produzione attica venduta nel 1824 al principe Ludwig I di Baviera dal suo proprietario, il ciantro Giuseppe Panitteri, alto prelato della curia di Agrigento che l’aveva ritrovata durante alcuni scavi in terreni di sua proprietà.

    La mostra, organizzata dal Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi della Regione Siciliana con la collaborazione della Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Agrigento, è sostenuta dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e si inserisce tra gli eventi per la promozione e l’organizzazione delle iniziative collegate all’evento “Agrigento capitale italiana della cultura 2025” (articolo 24, Legge Regionale n. 1 del 16 gennaio). Visite tutti i giorni dalle 9 alle 19. L’ingresso alla mostra è incluso nel biglietto del Museo Griffo.

    LA STORIA DEI VASI DEL CIANTRO PANITTERI

    Quella dei vasi Panitteri è una storia assai curiosa, che lega la Sicilia del primo Ottocento agli ambienti della casa reale di Monaco di Baviera e aggiunge un episodio poco conosciuto ai racconti della grande epopea del Grand Tour nell’isola. I 47 vasi, infatti, appartenevano a monsignor Giuseppe Panitteri (1776-1828), studioso di archeologia e belle arti e uomo di chiesa: era infatti il “ciantro” della Cattedrale di Girgenti, massimo titolo assegnato al capitolo della Cattedrale. Fu lui, nel 1824, a vendere l’intera sua collezione al principe Ludwig I (1786-1868) erede al trono di Baviera. A fare da tramite e a sollecitare l’operazione fu Leo von Klenze (1784-1864), architetto di corte a Monaco e pittore paesaggista innamorato della Sicilia e delle sue antichità, apprezzate durante i continui viaggi in Italia e raccontate in Germania attraverso numerosi disegni, vedute e studi di dettagli architettonici dei monumenti di Agrigento (esposti in formato digitale alla mostra) che fanno di Klenze, come di tutti gli artisti e gli intellettuali del Grand Tour, dei “travel influencer” ante litteram.

    Per convincere il principe Ludwig di Monaco, Klenze magnificò la raccolta scrivendo che “rappresenta tra i vasi quello che tra le sculture rappresentano le statue di Egina”. Riferimento non casuale, visto che il futuro re di Baviera, qualche anno prima, in Grecia, si era aggiudicato l’acquisto dello spettacolare complesso statuario del frontone del tempio di Aphaia ad Egina nonostante le critiche del padre, il re Max di Baviera, totalmente disinteressato alle antichità e assai critico nei confronti del figlio ed erede, considerato uno spendaccione che acquistava “robaccia vecchia”.

    Da allora, e al termine di lunghe trattative e riflessioni – documentate da numerose lettere fra Klenze e Ludwig che affrontano non solo le questioni logistiche del trasporto dei reperti ma svelano anche gustosi retroscena sulla meticolosa negoziazione del prezzo da parte del monarca, assai parsimonioso in fatto di tasse di dogana e spese di trasporto – i 47 vasi, pagati 1400 once siciliane (7000 fiorini, moneta della casa reale di Monaco), fanno parte della ricchissima collezione di Ludwig I. A mediare tutta l’operazione fu anche Raffaele Politi (1783-1870), artista e intellettuale di origine siracusana al quale si deve probabilmente la passione del ciantro per le antichità e la realizzazione di una serie di pitture e decori nella Wunderkammer di Villa Panitteri, storica dimora settecentesca adiacente alla chiesa di San Nicola, passata al demanio dagli anni Sessanta del secolo scorso e poi inglobata nel Museo Griffo.

    Divenuto re di Baviera (1825-1848) Ludwig è passato alla storia come mecenate delle arti e appassionato del mondo greco: conquistato dalla bellezza dei pezzi di Panitteri, continuò in seguito ad acquistare vasi antichi soprattutto nell’Italia meridionale – territori amatissimi, soprattutto per il clima mite tipico delle regioni del sud, esaltato nelle numerose lettere custodite a Monaco – realizzando una ricchissima collezione vascolare successivamente confluita nel Museo Statale delle Antichità di Monaco (Staatliche Antikensammlungen). È da qui, dove i vasi del ciantro Panitteri sono arrivati nel 1824, che dopo duecento anni – e a circa quaranta da una mostra nel 1988 ad Agrigento in cui ne furono esposti appena tre – che dieci di questi preziosissimi pezzi ritornano in Sicilia per essere finalmente ammirati dal grande pubblico in visita ad Agrigento, Capitale della Cultura 2025.

    Il progetto espositivo, che vede la curatela scientifica di Maria Concetta Parello, archeologa del Parco, è realizzato con Giuseppe Avenia (già dirigente responsabile del Museo Griffo) e con l’archeologa del Parco Donatella Mangione. L’allestimento della mostra, che riqualifica gli spazi dell’Auditorium Lizzi abbattendo le barriere architettoniche dello storico edificio annesso alla Chiesa di San Nicola, è realizzato dal general contractor Floridia Allestimenti Museali srl su progetto di Diego Cavallaro, Giacomo Floridia e Giuseppe Floridia.

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