Un territorio ferito dal fango e ora paralizzato dall’isolamento. Se il Ciclone Harry ha allentato la sua morsa meteorologica, l’eredità che lascia sul litorale ionico è un’emergenza trasporti che rischia di durare a lungo. La tratta ferroviaria tra Taormina e Messina resterà chiusa per almeno un mese e mezzo: tanto serve a Rete Ferroviaria Italiana per ricostruire i binari travolti da crolli e cedimenti strutturali. Mentre la circolazione tra Catania e Taormina è ripresa regolarmente venerdì pomeriggio, il prosieguo verso Nord resta un “buco nero” logistico che sta mettendo in ginocchio studenti e pendolari.
Ogni giorno i treni vengono cancellati e i mezzi sostitutivi, stando alle denunce dei residenti, non riescono a colmare il vuoto lasciato dai binari. In una lettera accorata inviata alla Prefettura di Messina, all’Assessorato regionale ai Trasporti e ai vertici di Trenitalia e Rfi, il Comitato Pendolari Sicilia ha acceso i riflettori su quella che definisce una vera e propria mobilità negata. Giosuè Malaponti, presidente del Comitato, sottolinea come numerosi utenti, in particolare tra Giampilieri e Letojanni, incontrino ostacoli insormontabili nel raggiungere i luoghi di studio e lavoro.
La situazione è critica specialmente per i collegamenti verso i poli scolastici dell’Alcantara e del Giarrese. Molti pendolari non hanno potuto usufruire dei bus sostitutivi poiché il servizio non copre capillarmente tutte le fermate tra Letojanni e Galati, determinando un’ulteriore difficoltà negli spostamenti quotidiani. Il grido d’aiuto si traduce in proposte concrete rivolte alle autorità: il Comitato chiede infatti di valutare urgentemente una riattivazione parziale della linea fino a Santa Teresa di Riva o, in alternativa, il passaggio dei pullman sostitutivi dai caselli autostradali di Roccalumera. L’obiettivo è mitigare le disfunzioni e garantire un servizio dignitoso a una popolazione già duramente colpita dal cataclisma, confidando in un impegno istituzionale che vada oltre la gestione dell’immediata emergenza.


