Furci Siculo – L’immagine che giunge stamane dal litorale ionico è la fotografia di una capitolazione. Sotto i colpi incessanti del Ciclone Harry, il lungomare di Furci Siculo, da sempre vanto della riviera per la sua bellezza e ampiezza, è stato letteralmente sventrato. Dove prima passeggiavano residenti e turisti, oggi restano solo lastre di asfalto sollevate come fogli di carta, detriti e il rumore minaccioso di un mare che non accenna a ritirarsi.
La devastazione non ha risparmiato nulla. Lo scenario è di desolazione pura: la forza idraulica delle onde ha scavato sotto il basamento stradale, provocando il collasso della carreggiata. I danni maggiori, come confermato dalle ricognizioni mattutine, si concentrano nel tratto che va da via Monza fino alla zona nord del paese. In questo settore, la carreggiata è stata frammentata in enormi blocchi di cemento e bitume, rendendo la circolazione non solo impossibile, ma pericolosa.
Le foto scattate all’alba mostrano una costa ferita a morte. Non si tratta solo di danni superficiali: le tubazioni sono scoperte, l’illuminazione pubblica è a rischio e la sabbia ha invaso i resti di quello che era uno dei poli attrattivi della zona. L’impeto del mare ha superato ogni barriera protettiva, trascinando via porzioni di muretto e trasformando la passeggiata in un ammasso di macerie.
Mentre la comunità si interroga sui tempi di un ripristino che appare sin da ora complesso e oneroso, la priorità resta la messa in sicurezza delle abitazioni adiacenti, ora direttamente esposte alla prossima, temuta mareggiata.


