C’è un’immagine che resta impressa più dei fiumi di sabbia delle strade sventrate dal ciclone Harry: è la voce di Rosario Fiorello che, con la consueta schiettezza ma una gravità insolita, si trasforma nel megafono di un’intera regione. Durante l’ultima puntata de La Pennicanza su Rai Radio2, lo showman siciliano non ha usato giri di parole, trasformando il suo spazio d’intrattenimento in una trincea civile: «Che il Governo ci aiuti».
Non è la prima volta che Fiorello si spoglia degli abiti da intrattenitore per indossare quelli del difensore civico. Già nei giorni scorsi aveva acceso i riflettori su Taormina e Letojanni, ma ieri il tono è salito di intensità. Fiorello non chiede solo attenzione; chiede protezione per un territorio fragile che rischia di essere dimenticato una volta spenti i riflettori dell’emergenza. È lui l’eroe di questa cronaca: colui che usa il proprio privilegio mediatico non per sé, ma per dare voce a chi, tra fango e detriti, non ne ha più.
Ospite della puntata, il sindaco di Taormina Cateno De Luca ha rincarato la dose, tracciando una rotta politica chiara per evitare che i fondi diventino l’ennesima incompiuta:
«Non bisogna solo chiedere soldi, ma procedure. Ci vuole una strategia operativa: un provvedimento che nomini il commissario e renda i sindaci subcommissari. Altrimenti passeranno anni con milioni assegnati e mai spesi».
«Fate tesoro di questo!» ha chiosato Fiorello, quasi a voler sigillare un patto tra le istituzioni e i cittadini. Un richiamo alla concretezza che ha immediatamente scatenato un’ondata di consensi.


