Santa Teresa di Riva – Ci sono momenti in cui il confine tra la cronaca di una tragedia e il racconto di un miracolo è segnato solo dal coraggio di un uomo. Mentre il Ciclone Harry, lo scorso lunedì mattina, scagliava tutta la sua furia cieca contro il litorale jonico, sventrando l’asfalto e trasformando il lungomare in un labirinto di detriti, a Santa Teresa di Riva si è consumata un’impresa che profuma di eroismo puro. Il protagonista è Santino Scarcella, agente della Polizia Locale, un uomo che ha scelto di guardare in faccia l’abisso per strapparvi una vita umana.
La voragine e l’auto fantasma
Tutto inizia nella sala operativa. Sono circa le 6.30. Scarcella e il commissario Domenico Centorrino stanno monitorando le telecamere quando, nel quartiere Barracca, il lungomare letteralmente scompare, inghiottito da una voragine spaventosa. I due colleghi prendono la macchina di servizio e si portano sul posto per transennare la zona. Giunge anche l’ingegnere dell’ufficio tecnico, Onofrio Crisafulli. È lui a scorgere l’impossibile: nell’oscurità della voragine, tra i flutti che entrano con violenza, c’è la sagoma di un’auto.
«Non potevo lasciarlo al suo destino»
Santino Scarcella non ha aspettato i rinforzi, non ha calcolato i rischi. È sceso nella voragine mentre le onde del ciclone continuavano a battere contro ciò che restava della strada. «Era una situazione drammatica – racconta Scarcella con la voce ancora segnata dall’emozione – ma dovevo fare qualcosa. Ho visto che quell’uomo aveva la gamba incastrata. Non potevo lasciarlo lì».
Sfidando la furia della tempesta, Scarcella è stato raggiunto da un cittadino, Giuseppe Trovato. Proprio mentre i due cercavano di liberare il conducente e tranquillizzarlo nonostante fosse dolorante, un’onda anomala li ha travolti entrambi, sbattendoli sulla macchina e facendoli cadere. Ma il coraggio ha avuto la meglio sulla paura: non si sono persi d’animo, hanno estratto l’anziano, G.C., residente a Savoca, e con l’aiuto di un altro volontario lo hanno portato in salvo, poco prima che la morsa del mare diventasse definitiva.
L’elogio di una comunità
Il salvataggio è diventato immediatamente il simbolo della resistenza al Ciclone Harry. «Un gesto di un altruismo immenso», commentano i cittadini sui social e per le strade. L’anziano è ora ricoverato all’ospedale di Taormina con una frattura al femore e un trauma cranico, ma è vivo. E lo deve a quel vigile urbano che, per l’ennesima volta, ha onorato la divisa con un atto di straordinario valore. «Un eroe dei nostri giorni», dicono gli amministratori locali, sottolineando come la prontezza di Scarcella abbia evitato che il bilancio del maltempo si tingesse di nero.


