Il verdetto del campo viene ribaltato dal Codice di Giustizia Sportiva e il derby di Coppa Sicilia tra Città di Santa Teresa e Calcio Furci si trasforma in un incubo per gli ospiti. Nonostante il 3-2 maturato al termine di novanta minuti di battaglia, il risultato ufficiale viene riscritto da una sentenza che non lascia spazio a interpretazioni: 0-3 a tavolino e fuori i furcesi dalla competizione. La festa del Città di Santa Teresa si sposta così dal rettangolo verde alle stanze della segreteria, grazie a un ricorso presentato con precisione chirurgica che ha portato alla luce una posizione irregolare tra le fila avversarie.
Al centro del caso finisce Giuseppe Vaccaro, esperto calciatore del Furci, la cui presenza in campo è risultata un “fuorigioco” normativo fatale. Il difensore trascinava infatti con sé una squalifica non scontata risalente alla passata stagione, quando vestiva la maglia del Casalvecchio Siculo. Secondo quanto stabilito dall’articolo 21 del C.G.S., le sanzioni residue devono essere scontate nella stagione successiva nella medesima competizione, ma il Furci ha commesso l’errore di inserire il giocatore in distinta. Il regolamento parla chiaro: la squalifica non si considera espiata se il calciatore compare nell’elenco ufficiale di gara, rendendo nullo ogni tentativo di difesa, peraltro mai pervenuto dalla società coinvolta.
Il Giudice Sportivo ha usato la mano pesante, decretando non solo la sconfitta a tavolino ma anche l’esclusione definitiva del Calcio Furci dal prosieguo della manifestazione. Oltre al danno per il club, arriva la beffa per i singoli protagonisti: Vaccaro dovrà scontare un’ulteriore giornata di stop forzato. Per il Santa Teresa è il via libera verso il prossimo turno, per il Furci una lezione durissima.


