GIARDINI NAXOS. In pole su tutti c’è il Comune di Giardini Naxos. Ma tra i 15 centri interessati potrebbero esserci anche Santa Teresa di Riva e Roccalumera. Oltre a Sant’Alessio Siculo e Alì Terme. Al momento però tutto è in discussione in merito alla prossima collocazione dell’Agenzia delle Entrate, la cui sede di Trappitello, nel comune di Taormina, chiuderà i battenti nel mese di marzo. Uno schiaffo vero e proprio agli utenti che saranno costretti adesso a migrare da via Francavilla verso un nuovo stabile che sia stato già costruito e che possa avere le caratteristiche per ospitare una sede all’altezza della situazione. Così nelle ultime ore l’Amministrazione comunale di Giardini Naxos si sarebbe fatta avanti per raggiungere l’agognato via libera e ospitare, ancora non si precisamente dove, la sede dell’Agenzia delle Entrate, la cui direzione territoriale, nel suo avviso, è stata fin troppo chiara. “Abbiamo necessità di individuare un immobile da condurre in locazione per adibirlo a sede dell’Ufficio Territoriale di Taormina – hanno dichiarato i dirigenti dell’Agenzia – L’immobile oggetto dell’offerta deve essere già costruito all’atto della partecipazione a questa selezione ed essere ubicato nei seguenti Comuni della provincia di Messina: Giardini Naxos, Letojanni, Sant’Alessio Siculo, Santa Teresa di Riva, Furci Siculo, Roccalumera, Nizza di Sicilia e Alì Terme“. Una corsa contro il tempo dunque dalla quale è completamente fuori Taormina, che vedrebbe di buon occhio il traferimento della sede in quel di Giardini, anche se i rapporti politici tra Palazzo dei Giurati e Palazzo dei Naxioti sono a minimi storici, dopo l’elezione di Cateno De Luca a sindaco. Ad ogni modo la partita è molto aperta e molto probabilmente chi vincerà avrà a che fare, nonostante tutto, con una brutta gatta a pelare, visto che il Comune di Taormina ha sempre avuto da risolvere problemi di grande importanza con i comuni vicini morosi. Questi ultimi non versavano con puntualità le quote per il pagamento dello stabile di via Francavilla. Da qui lo sfratto da parte di Taormina.
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