MESSINA – Si chiude con l’assoluzione di due medici il “caso” dell’untore. Al centro della vicenda un uomo di 58 anni che contagiò un’avvocatessa, la sua compagna di 45 anni, morta nel 2017 per Aids e alla quale non rivelò la positività. Cosa che non le avrebbe consentito di ricevere le cure necessarie. Due medici allora in servizio al Papardo (Arianna D’Angelo e Aldo Molica Colella) non avrebbero diagnosticato l’Hiv. Il Pm Roberto Conte ha chiesto per loro l’assoluzione, dando per buono l’operato svolto. Il cosiddetto Untore, Luigi De Domenico, lo scorso 13 ottobre è stato condannato a 22 anni di reclusione in primo grado.
Trending
- Politiche Sociali. Cabina di regia per l’attuazione della legge antimafia “Liberi di scegliere”
- Diga Trinità. Il Ministero delle Infrastrutture autorizza innalzamento della quota richiesto dalla Regione
- Scuola. Un milione di euro per attrezzature destinate ad alunni disabili: la Regione rafforza il proprio impegno a favore dell’inclusività
- Catania. Corde Sciolte e Patrizia Laquidara al Tinni Tinni: due concerti tra sperimentazione sonora e narrazione musicale
- Santa Teresa di Riva, la cultura della diagnosi precoce: oltre cento donne a Villa Ragno per lo screening gratuito
- Dissesto idrogeologico. Pubblicato il bando per la manutenzione del canale Passo di Rigano a Palermo
- Taormina. Al via i lavori di restauro dei mosaici romani: furono recuperati negli anni ’50 e ’60
- Furci Siculo. Coprogettare il futuro della Riviera Jonica: nasce un Comitato per “ripensare” il territorio


