MESSINA – Si chiude con l’assoluzione di due medici il “caso” dell’untore. Al centro della vicenda un uomo di 58 anni che contagiò un’avvocatessa, la sua compagna di 45 anni, morta nel 2017 per Aids e alla quale non rivelò la positività. Cosa che non le avrebbe consentito di ricevere le cure necessarie. Due medici allora in servizio al Papardo (Arianna D’Angelo e Aldo Molica Colella) non avrebbero diagnosticato l’Hiv. Il Pm Roberto Conte ha chiesto per loro l’assoluzione, dando per buono l’operato svolto. Il cosiddetto Untore, Luigi De Domenico, lo scorso 13 ottobre è stato condannato a 22 anni di reclusione in primo grado.
Trending
- Imprese. Il 19 febbraio webinar della Farnesina su misure straordinarie
- Catania. La città etnea scopre e ammira il suo magnifico Atleta: in mostra nel misterioso Portico romano sotto via Crociferi
- Catania. Stefano Accorsi in “Nessuno. Le avventure di Ulisse”: dal 25 febbraio all’8 marzo la pièce al Teatro Abc
- La Jonica Volley vola contro l’Aquila Bronte: 3-0 senza appello
- Valdinisi-Jonica 1-2: Pereira firma il successo e l’aggancio al secondo posto. Highlights
- Sicilia, Ismaele La Vardera annuncia la candidatura a presidente: «Controcorrente sfida i palazzi»
- Santa Teresa di Riva, l’allarme del sindaco Danilo Lo Giudice: «Subito le risorse per il post ciclone o bloccherò i tir»
- Niscemi. Affidata ad Anas la messa in sicurezza delle strade provinciali 82 e 35


