MESSINA – Si chiude con l’assoluzione di due medici il “caso” dell’untore. Al centro della vicenda un uomo di 58 anni che contagiò un’avvocatessa, la sua compagna di 45 anni, morta nel 2017 per Aids e alla quale non rivelò la positività. Cosa che non le avrebbe consentito di ricevere le cure necessarie. Due medici allora in servizio al Papardo (Arianna D’Angelo e Aldo Molica Colella) non avrebbero diagnosticato l’Hiv. Il Pm Roberto Conte ha chiesto per loro l’assoluzione, dando per buono l’operato svolto. Il cosiddetto Untore, Luigi De Domenico, lo scorso 13 ottobre è stato condannato a 22 anni di reclusione in primo grado.
Trending
- Santa Teresa di Riva: la Regione sblocca 2,5 milioni per i danni del ciclone Harry
- Santa Teresa di Riva: crolla parte di un balcone in centro, tragedia sfiorata in via Regina Margherita
- Turismo. La Sicilia in vetrina: per due anni sulla Rai tra bellezza, storia e cultura
- Taormina. La “fiducia” è il tema della sedicesima edizione di TaoBuk: la rassegna si svolgerà dal 18 a 22 giugno
- Taormina. Presentato il romanzo “Ghost Love”, una storia tra emozione e riflessione sulle relazioni contemporanee
- Commercio. Oltre 13 milioni di euro per due interventi destinati a investimenti e liquidità
- Catania. Le fragilità e le superstizioni dell’umanità in “Non è vero ma ci credo”: dal 6 al 31 maggio Gino Astorina protagonista al Musco
- Gallodoro. Il borgo collinare celebra il recupero del San Marco Evangelista: un evento tra fede, arte e identità culturale


