MESSINA – Si chiude con l’assoluzione di due medici il “caso” dell’untore. Al centro della vicenda un uomo di 58 anni che contagiò un’avvocatessa, la sua compagna di 45 anni, morta nel 2017 per Aids e alla quale non rivelò la positività. Cosa che non le avrebbe consentito di ricevere le cure necessarie. Due medici allora in servizio al Papardo (Arianna D’Angelo e Aldo Molica Colella) non avrebbero diagnosticato l’Hiv. Il Pm Roberto Conte ha chiesto per loro l’assoluzione, dando per buono l’operato svolto. Il cosiddetto Untore, Luigi De Domenico, lo scorso 13 ottobre è stato condannato a 22 anni di reclusione in primo grado.
Trending
- Sant’Alessio Siculo. Ben 194 mila euro per l’affidamento dei lavori sul lungomare: si punta a riqualificare l’ultima porzione
- Catania. Torna il jazz a “Intermittenze” con i giovani allievi del Conservatorio: da Miles Davis a Steve Wonder e Pino Daniele
- Taormina Film Festival. Anna Valle madrina della 72esima edizione: bravura e bellezza al centro della rassegna
- Ex miniera di Pasquasia. L’assessore regionale all’Energia Francesco Colianni: «Avanti con la messa in sicurezza»
- Autonomie locali. Ben 115 milioni per i Comuni siciliani dal Fondo per investimenti 2026
- Granfondo Enerwolf 2026: sport, passione e spettacolo ad Antillo
- Investimenti. Dalla Regione Siciliana 239 milioni di euro per imprese, famiglie e occupazione
- Savoca. Massimo Stracuzzi unico candidato a sindaco: si pensa ad una lista “civetta”


