MESSINA – Si chiude con l’assoluzione di due medici il “caso” dell’untore. Al centro della vicenda un uomo di 58 anni che contagiò un’avvocatessa, la sua compagna di 45 anni, morta nel 2017 per Aids e alla quale non rivelò la positività. Cosa che non le avrebbe consentito di ricevere le cure necessarie. Due medici allora in servizio al Papardo (Arianna D’Angelo e Aldo Molica Colella) non avrebbero diagnosticato l’Hiv. Il Pm Roberto Conte ha chiesto per loro l’assoluzione, dando per buono l’operato svolto. Il cosiddetto Untore, Luigi De Domenico, lo scorso 13 ottobre è stato condannato a 22 anni di reclusione in primo grado.
Trending
- Investimenti. Dalla Regione Siciliana 239 milioni di euro per imprese, famiglie e occupazione
- Savoca. Massimo Stracuzzi unico candidato a sindaco: si pensa ad una lista “civetta”
- Letojanni. Il 12 aprile la “Blandina Horse Raid Adventure”: è la seconda gara del campionato regionale HRA
- Messina. In via Macello Vecchio conclusi i lavori di rigenerazione: nuovo spazio pedonale e niente più baracche
- Città Metropolitane. Finanziati otto interventi per 50 milioni con fondi Fsc
- Ciclone Harry e frana di Niscemi. Trasmesso a Roma un nuovo piano da oltre 1,6 miliardi
- Santa Teresa di Riva, festeggiati i 100 anni di Mamma Rosaria
- Taormina. Donna di 26 anni arrestata per furto ai danni di un negoziante di Messina


