Santa Teresa di Riva – L’azzardo amministrativo del sindaco Danilo Lo Giudice si trasforma in lungimiranza politica. Il Comune di Santa Teresa di Riva, con la firma del presidente della Regione, Renato Schifani, in qualità di commissario delegato per l’emergenza si è visto blindare una dote da 2.522.579 euro per i lavori di somma urgenza avviati dopo la furia del ciclone Harry.
Un sospiro di sollievo per il primo cittadino santateresino. Senza questo stanziamento, infatti, le opere di ricostruzione del lungomare avrebbero pesato interamente sulle casse comunali come debiti fuori bilancio, prosciugando l’avanzo di amministrazione di 2,2 milioni di euro e paralizzando ogni altra attività dell’ente.
Il decreto regionale inserisce il Comune nel primo piano ufficiale degli interventi, nominando ufficialmente il sindaco Danilo Lo Giudice come soggetto attuatore. La fetta più consistente del finanziamento riguarda tre macro-cantieri da 700.000 euro ciascuno, necessari per ricostruire i tratti di litoranea letteralmente inghiottiti dai flutti all’altezza di via Del Gambero, via Duca Di Gualtieri e piazza Antonio Stracuzzi. In questi punti, la mareggiata non aveva risparmiato nulla: dalla sede stradale al delicato collettore fognario.
Il resto dei fondi coprirà la messa in sicurezza dei servizi essenziali: 231.800 euro per il ripristino delle pompe fognarie, 110.000 euro per la bonifica dei condotti ostruiti dai detriti e oltre 90.000 euro per le riparazioni alla rete idrica e il ripristino della viabilità.
“La preoccupazione era massima” ha confessato il sindaco Danilo Lo Giudice ieri in una diretta Facebook, commentando il provvedimento che mette in sicurezza i conti del Municipio. “Finché non abbiamo avuto la certezza della copertura regionale, eravamo pronti a intervenire con le nostre risorse, ma avremmo sacrificato ogni altra necessità della cittadinanza”.
Il primo cittadino rivendica la scelta di aver aperto i cantieri immediatamente dopo il disastro, senza attendere la burocrazia palermitana: “Le imprese hanno lavorato sulla parola perché avevamo garantito la copertura. Se avessimo aspettato il decreto di oggi, i lavori sarebbero partiti con tre mesi di ritardo, compromettendo irrimediabilmente la stagione turistica. Non so quanti, al mio posto, si sarebbero assunti una tale responsabilità”.
Nonostante lo sblocco dei fondi e l’apporto del Genio Civile di Messina (che ha messo in campo altri 1,5 milioni), il lungomare di Santa Teresa di Riva non è ancora del tutto guarito. All’appello mancano circa 750 metri di costa ancora feriti. Per completare il mosaico e restituire ai cittadini la piena percorribilità della litoranea serviranno ora nuove somme urgenze. La strada, però, appare oggi meno in salita.


