Santa Teresa di Riva – Non è solo una questione di numeri, ma di civiltà. La comunità raggiunge oggi un primato d’eccellenza ottenendo il titolo di Santa Teresa di Riva Plastic Free 2026, un riconoscimento che proietta il centro jonico nell’élite dei comuni più sostenibili d’Italia. Il verdetto è arrivato direttamente dal cuore delle istituzioni, a Roma, dove il nome della città è risuonato nell’Aula della Camera dei Deputati tra i vincitori della Bandiera blu della sostenibilità per il prossimo anno.
Il riconoscimento non arriva per caso, ma poggia su basi solide e certificate. I dati del 2025 parlano chiaro: la raccolta differenziata ha raggiunto la quota dell’80,40%, una cifra che pone il comune ben al di sopra della media regionale e nazionale, consolidando un modello di gestione del ciclo dei rifiuti che funziona e convince.
Essere tra i soli venti comuni siciliani a ottenere il vessillo dell’associazione Plastic Free Onlus è un traguardo che, come sottolineato dai vertici cittadini, supera gli steccati politici per farsi orgoglio identitario.
Dietro il vessillo che sventolerà sul lungomare c’è un lavoro corale. L’Amministrazione comunale ha voluto tributare un ringraziamento pubblico a chi ha curato i dettagli del progetto, in particolare alla consigliera Vanessa Triolo e alla referente locale Plastic Free, Mariarosaria Rita Coglitore.
«Questo risultato è il frutto della collaborazione e dell’impegno di tutta la comunità – spiegano congiuntamente l’Assessore Gianmarco Lombardo e la consigliera Triolo -. Sentire il nome della nostra città citato a Montecitorio è una soddisfazione immensa. È la prova che la direzione intrapresa verso un futuro meno dipendente dalla plastica e più rispettoso dell’ambiente è quella corretta».
Il successo è stato attribuito a una «filiera della responsabilità» che parte dai vertici e arriva al singolo cittadino. Un plauso è andato ai dipendenti comunali, alla Polizia Locale e agli operatori della ditta incaricata, il cui lavoro quotidiano ha permesso di mantenere standard così elevati. Fondamentale, inoltre, il ruolo delle associazioni locali, motori di sensibilizzazione sul territorio.
Ma il ringraziamento più sentito è rivolto alla cittadinanza: senza la disciplina quotidiana dei residenti nel conferimento dei rifiuti, l’80% sarebbe rimasto un miraggio matematico. La Bandiera Plastic Free 2026 non è dunque un punto di arrivo, ma un nuovo standard da cui ripartire per le sfide ecologiche dei prossimi anni.


