Palermo – Non è più solo il tempo della denuncia o dello “scruscio”, per dirla con le parole del suo coordinatore. Ismaele La Vardera rompe gli indugi e, nel giorno del primo compleanno del suo movimento, trasforma il palco di Controcorrente nel trampolino di lancio per la corsa a Palazzo d’Orléans. L’annuncio della candidatura a presidente della Regione Siciliana arriva davanti a una platea di sostenitori e tesserati (oltre 2.400 nel 2026), segnando una dichiarazione di guerra aperta alla “vecchia classe politica”.
«Oggi è un giorno storico – esordisce il leader di Controcorrente – siamo la prima forza di opposizione nell’Isola. Questa terra non può più essere martoriata da chi la tratta come una cosa privata». Una corsa che nasce in solitaria, ma che guarda con pragmatismo tattico verso le altre forze di minoranza. La Vardera lancia infatti un segnale nitido al cosiddetto “campo largo”: «Faccio dieci passi avanti, ma sono a disposizione di una coalizione da costruire insieme. La scelta è anche nelle loro mani».
L’evento non è stato solo un rito di investitura. Accompagnato dall’ex deputato Michele Sodano, coordinatore dei dipartimenti, il movimento ha presentato un corposo pacchetto di proposte: dalla sanità allo sviluppo digitale, fino alla piattaforma OpenSicilia per la trasparenza. Spiccano i contributi tecnici, come quello di Michele Segretario (ricercatore a Berkeley), e momenti dal forte impatto simbolico sulla legalità, con la testimonianza di Oliviero Sangani, nipote di un boss che ha scelto la via del riscatto.
A dare sostanza alle ambizioni di La Vardera sono i numeri – 86 fari territoriali aperti in tutta la Sicilia – e i volti di chi già amministra, come il sindaco di Linguaglossa, Luca Stagnitta, e l’assessore trapanese Andrea Genco. «Non siamo per tutti – avverte il coordinatore Gandolfo Lo Verde – ma dimostriamo di essere forza di buon governo». Accanto a loro, figure di peso come Piera Aiello e Filippo Occhipinti, a testimoniare che la sfida per il post-Schifani è ufficialmente aperta.


