TAORMINA. Da una parte il Governo nazionale del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che dichiara che il decreto “non ha operato nessuna riduzione delle risorse, ma ha soltanto provveduto a rimodulare le fonti di finanziamento, riallocando i progetti che, per ritardi e criticità attuative, non potevano essere conclusi e rendicontati nei termini e secondo le modalità previste dal Pnrr e dal Piano nazionale complementare al Pnrr (Pnc) e che prescrivono il collaudo degli interventi entro il mese di giugno 2026”. Dall’altra il sindacato pensionati italiano Spi Cgil Sicilia che non è dello stesso avviso e insiste sostenendo che ci sarebbero “ben 140 milioni di euro destinati per la messa in sicurezza delle infrastrutture ospedaliere della nostra Isola che ora, esaminato il decreto del ministro per la Coesione Fitto, non potranno più essere utilizzate e le opere non potranno più essere realizzate”. C’è grande confusione in Sicilia e ovviamente anche a Taormina, in merito al definanziamento della Sanità che continua ad essere all’ordine del giorno nel dibattito politico e sindacale. In questi giorni si sono susseguiti i rilievi della Corte dei Conti e delle Regioni che hanno chiamato in causa il decreto Pnrr, voluto dal governo nazionale e che ha adoperato una revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per la precisione il punto dolente sarebbero i tagli al Piano nazionale per gli investimenti complementari (Pnc), ovvero il Piano finalizzato a integrare, con risorse nazionali, gli interventi proprio del Pnrr. Secondo le Regioni, infatti, sarebbero state cancellate risorse già assegnate loro da fondi Pnc per circa 1,2 miliardi di euro, e nello specifico si tratterebbe di “investimenti che sono già cantieri” e gare assegnate “che necessitano di liquidità“. Solo nella provincia di Messina, si evince da un documento del sindacato, oltre sette milioni di tagli riguardano il Policlinico “Gaetano Martino”, ma anche per altri ospedali, come per il “San Vincenzo” di Taormina, il definanziamento sarebbe l’ultima novità di una Sanità che sta andando sempre più a rotoli.
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