TAORMINA. La partecipazione è stata pressocché totale da parte di tutta la cittadinanza taorminese. Un evento che meritava di essere sostenuto e che ha condotto il pubblico presente all’interno dell’universo della Taormina greco-romana. In un periodo storico in cui il culto di Iside era molto presente in tutta l’area circostante. C’è molta soddisfazione per la riuscita della conferenza “Nostra Signora del Mediterraneo Antico”, che si è svolta a Palazzo Ciampoli nei giorni scorsi. L’evento, di particolare rilevanza culturale, ha suscitato il forte interesse del pubblico, desideroso di approfondire le origini del culto di Iside nell’area del Mediterraneo e nello specifico a Taormina. La conferenza, organizzata dal Parco archeologico Naxos Taormina, è stata introdotta da Gabriella Tigano, archeologa e direttrice del Parco, e ha visto l’intervento della professoressa Flavia Frisone, storica dell’Università del Salento, e del professor Giacomo Cavillier, egittologo dell’Università del Cairo. Relatori di prestigio che hanno spiegato il profondo legame di Tauromenion con il culto di Iside, in quanto porta marittima della Sicilia dove si trovava un tempio di Serapide, nell’attuale chiesa di San Pancrazio. Questa centralità di Taormina nell’antico network del sacro quale era il Mediterraneo antico lo si evince dal ritrovamento della statua della Sacerdotessa di Iside, attualmente in mostra a Palazzo Ciampoli grazie al prestito fatto dal Museo Salinas di Palermo. La sacerdotessa è tornata nel luogo di origine e si è fatta ammirare da tanti visitatori a Palazzo Ciampoli, che con la sua architettura e la sua posizione strategica si è rivelato il luogo ideale per ospitare la prima vera mostra su Taormina. Il successo della mostra e degli eventi ad essa collegati fanno auspicare che l’esposizione possa diventare una mostra permanente per far scoprire la storia di Taormina nel periodo greco-romano.
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