TAORMINA. All’orizzonte non si esclude nulla. Neanche una protesta in grande stile nelle giornate dedicate alle celebrazioni dei 70 anni della Conferenza di Messina e Taormina. Proprio quella Taormina a cui si pensa tuttora di “scippare” il Centro di cardiochirurgia pediatrica “Bambino Gesù”, che politici messinesi e non di tutte le bandiere stanno tentando strenuamente di salvare. Sta montando un po’ da tutte le parti la protesta contro il trasferimento del Ccpm dal nosocomio “San Vincenzo” di Taormina a Catania o a Messina. E in questa situazione di stallo e di grande confusione, ecco che anche le famiglie dei piccoli pazienti stanno facendo, nelle ultime ore, la voce grossa per evitare il peggio. La Cardiochirurgia Pediatrica è infatti ad un passo dalla chiusura, visto che il Ministero della Salute avrebbe deciso di non confermare la presenza del centro specialistico, fiore all’occhiello dell’ospedale della Perla dello Jonio. Le prossime settimane si prevedono decisive per scrivere la parola “fine” sulla vicenda. Ma non tramontano le speranze di una svolta in extremis e le famiglie dei bambini in cura al Ccpm Taormina non ci stanno allo scenario che mai come stavolta sembra prospettarsi da qui a breve. I genitori dei piccoli sono pronti alla protesta ed è il “No alla chiusura” potrebbe riservare sviluppi importanti. Come già detto, non è da escludere una protesta proprio a giugno, quando la Città di Taormina ospiterà il Primo Ministro, Giorgia Meloni, e altri rappresentanti del mondo politico in occasione del settantesimo anniversario della Conferenza di Messina che diede il via alla fondazione dell’Unione Europea. Una protesta che potrebbe, dunque, essere portata avanti in nome di una sanità che vale la pena di essere salvata.
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