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    Home - Cronaca - Catania, 16 indagati nell’operazione Fenice: collaborazioni con clan Rinzivillo e Santapaola
    Cronaca

    Catania, 16 indagati nell’operazione Fenice: collaborazioni con clan Rinzivillo e Santapaola

    Giuliano SpinaDi Giuliano SpinaGiugno 12, 2024Nessun commento
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    L’operazione Fenice, condotta nella mattinata di oggi dai militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Ragusa e da quelli del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Catania, ha visto l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere da parte dell’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari al Tribunale di Catania e su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia del capoluogo etneo nei confronti di 16 persone.

    I reati contestati sono quelli di associazione a delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, illecita concorrenza con minaccia o violenza, tentato omicidio, estorsione e tentata estorsione, detenzione abusiva di armi e porto in luogo pubblico, detenzione, trasporto e cessione di sostanze stupefacenti e falsità ideologica commessa da privati, reati tutti aggravati dalla finalità mafiosa.

    I 16 indagati sono Emanuele Greco, i figli Alberto e Nuccio Greco, Giuseppe Amore, Orazio Mattia Bella, Francesco Bella, Gianluca Di Natale, Mauro Gesso, Roberto Gesso, Raffaele Giudice, Eugenio Gulizzi, Giuseppe Licata, Maurzio Piedigaci, Roberto Salerno, Gaetano Valenti e Filadelfo Zarbano. Durante le investigazioni, che ancora non hanno visto l’instaurarsi del contraddittorio con le parti, avrebbero permesso di ricostruire le dinamiche criminali dell’associazione a delinquere riconducibile a Cosa Nostra operante nel territorio di Vittoria e in altri Comuni della provincia di Ragusa, con a capo Emanuele Greco, detto Elio, e i ruoili nel tempo assunti dagli altri indagati, destinatari di misura cautelare, monitorandone le attività criminali sia nel periodo in cui Emanuele Greco era in stato di libertà che durante il suo periodo di detenzione.

    Durante la conferenza stampa di oggi nella sede della Procura della Repubblica di Catania è stato reso noto come l’operazione, la terza nel giro di un anno e mezzo nel terrritorio, sia di rilevanza strategica. Il territorio in cui l’operazione è stata effettuata viene definito fascia trasformata per la presenza di serre ed è pieno di interessi per la produzione di imbalaggi, un settore in cui opera il capo del nuovo clan, che ha investito capitali nelle proprie attività economiche e che negli anni ’80 e ’90 ha operato anche nel settore delle rapine. Emanuele Greco quindi è il soggetto principale che ha consentito di delineare la nuova struttura criminale e inoltre l’altro figlio Rosario, che non figura tra gli indagati, è stato indagato per l’omicidio dei due cugini Alessio e Simone a Vittoria l’11 luglio del 2019. Alcuni degli indagati inoltre rispondono di concorso esterno e di collaborazione con gruppi criminali come i Rinzivillo e i Santapaola.

    Il boss Emanuele Greco si occupava anche di gestire il commercio verso Scicli e verso la costa del Ragusano, mentre i fratelli Mauro e Roberto Gesso spararono a due pregiudicati sciclitani per la gestione di traffici nel territorio. La famiglia Greco comunque aveva già avuto misure di carattere patrimoniale e il sequestro ha riguardato diverse società per circa 35 milioni di euro. Inoltre il figlio Alberto Greco si era occupato della gestione dell’attività di condizionamento del mercato del packaging. Un uomo di fiducia loro è un altro degli indagati, Maurizio Piedigaci, che cercava di imporre le estorsioni assieme ad Alberto Greco e che procurava i clienti per far sì che i prodotti arrivassero a Francofonte. Dominante in questo contesto anche la figura di Raffaele Giudice, proprietario di un’azienda di prodotti petroliferi utile per riversare sul mercato prodotti altamente competitivi e che adesso è imputato per concorso esterno in associazione mafiosa. Emanuele Greco sempre nel 2019 tentò di uccidere Raffaele Giudice con un colpo di pistola, ma per questa cosa si è proceduto separatamente e la famiglia Greco ha recuperato subito le armi. Infine è stato sottolineato come il punto di partenza delle indagini è stato rappresentato dai comportamenti nei traffici di droga di Gaetano Valenti e come, sempre nel 2019, Rosario Greco venne picchiato da due pregiudicati, che vennero subito ricercati.

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    Criminalità Forze dell'Ordine Indagini
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