LINGUAGLOSSA. Con la presenza di Emilio Isgrò e Nadia Terranova, autorevoli voci del panorama artistico e letterario internazionale, torna sull’Etna “Conversazioni ad alta quota”, nona edizione della piccola e raffinatissima rassegna letteraria “open air” curata da Andrea Giuseppe Cerra per l’associazione “Cultura Aetnae” – che proprio quest’anno compie dieci anni – e ospitata a Linguaglossa, a Villa Neri, nel verde dei vigneti del versante nord del vulcano.
Domenica 20 luglio, ore 18.30, la scena sarà tutta per Emilio Isgrò, artista concettuale, scrittore e intellettuale a tutto tondo divenuto celebre per il linguaggio delle “cancellature” e attualmente protagonista, a Scicli, di una mostra antologica che ha inaugurato il Museo d’arte contemporanea nell’ex Convento del Carmine (MACC). Isgrò presenterà la sua originale autobiografia “Io non cancello. La mia vita fraintesa” (ed. Solferino) in cui ripercorre sessant’anni di esperienza tra scrittura, drammaturgia, arti visive e la poetica delle cancellature, contrometafora del “cancellare per ricordare”. L’incontro, in forma di dialogo, vedrà la partecipazione di Chiara Gatti, giornalista e direttrice del MAN, Museo d’arte di Nuoro e dallo stesso Cerra e affronterà temi legati all’arte contemporanea e al suo linguaggio in continua metamorfosi.
Sabato 26 luglio, ore 18.30 spazio alla narrativa d’autore con Nadia Terranova, raffinatissima scrittrice pluritradotta – e di recente nella cinquina finalista del Premio Strega 2025 – con la sua ultima fatica letteraria, “Quello che so di te” (ed. Guanda), il romanzo “più personale e più intenso, che ci interroga sul potere della memoria, individuale e collettiva, e sulla nostra capacità di attraversarla per immaginare chi siamo”. Terranova sarà intervistata da Andrea Giuseppe Cerra.
“Conversazioni ad alta quota”, rassegna letteraria permanente dell’associazione Cultura Aetnae, nasce nel 2017 e in questi anni ha ospitato a Linguaglossa numerosi autori e autrici tra i quali Maria Attanasio, Salvatore Silvano Nigro, Antonio Monda, Antonio Spadaro, Tommaso Sacchi, Sebastiano Tusa, Pietrangelo Buttafuoco, Paolo Valentino.
“L’idea che dieci anni fa ci ha incoraggiati – spiega Andrea Giuseppe Cerra, attuale presidente di Cultura Aetnae e ispettore onorario per l’arte contemporanea in Sicilia – era quella di interpretare l’area etnea attraverso l’arte, la letteratura, l’architettura e le tradizioni. Galeotto, in tal senso, l’incontro nel 2015 con Farm Cultural Park in occasione del primo “Arte in rete”, da cui prese avvio il progetto di riqualificazione del patrimonio dei murales di Linguaglossa e la costruzione di un vero e proprio museo a cielo aperto, IntrArt, riprendendo l’esistente e dando spazio a nuove voci della street art con Make, Emanuele Poki, Salvo Ligama e tanti altri”.
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