ACIREALE. Prima il racconto degli artisti, ispirati dalla fascinazione dell’Etna, vulcano in continua evoluzione e “Grande madre” che custodisce innumerevoli giacimenti di acqua e sorgenti termali. Adesso il focus degli studiosi, con il contributo scientifico di chi ogni giorno monitora l’umore del gigante, i suoi sussulti, le sue esuberanze di lava e cenere.
L’occasione è quella della mostra in corso fino a fine ottobre al Consorzio Acque Santa Tecle, “Nel divenire: identità tra vulcano e acqua”, a cura di Basaltika. Inaugurata con successo lo scorso mese di agosto, giovedì 11 settembre, alle 17, ospiterà un focus di approfondimento per la conoscenza scientifica e culturale della Timpa di Acireale, dal titolo “Il percorso dell’acqua” a cura del direttore del Dipartimento Vulcani dell’Ingv, Stefano Branca.
Un incontro aperto al pubblico degli appassionati dell’Etna organizzato da Oriana Tabacco, presidente di Basaltika e ideatrice del progetto cha ha il patrocinio della Città di Acireale, presente con il sindaco Roberto Barbagallo. Insieme a Branca, interverranno Carmelo Ferlito, vulcanologo e docente UniCt (Dipartimento Scienze biologiche geologiche e ambientali) e Giuseppe Filetti geologo.
Un viaggio introspettivo e virtuale sulle rotte dell’acqua dell’Etna, dai crateri sommitali del vulcano e fino al mare di Santa Tecla. Una fascinazione alla quale hanno dato forma gli artisti con opere e installazioni visive e ambientali che sarà possibile visitare fino al 26 ottobre, nel fine settimana (dalle 18 alle 20), sempre a ingresso gratuito. Il catalogo, in lavorazione, vedrà il contributo di Francesco Lucifora, docente dell’Accademia di Belle Arti di Catania.
LA MOSTRA
Sette gli artisti protagonisti del progetto, invitati a contribuire al dialogo con i luoghi, dove acqua e fuoco diventano elementi di ricerca e relazione con il sito: sono Carmen Cardillo, Roberto Ghezzi, Giuseppe La Spada, Filippo La Vaccara, Giuseppe Livio, Maurizio Pometti e Samantha Torrisi. Un’indagine che abbina il linguaggio dell’arte contemporanea a quello della scienza per raccontare l’Etna e le sue molteplici identità: non solo il vulcano attivo, con le sue potenti eruzioni e i fenomeni esplosivi di fumo, cenere e lapilli; ma quella montagna percepita dalla comunità come “Grande Madre”, per la fertilità dei suoli e la ricchezza delle fonti d’acqua e delle sorgenti termali. Partecipano per la parte scientifica l’INGV (Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e l’Università di Catania – Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali).
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