Oltre le mareggiate e i danni materiali, a Giardini Naxos si è aperta una voragine istituzionale che rischia di compromettere la rinascita di uno dei poli turistici più preziosi dell’Isola. È un Cateno De Luca lucido e sferzante quello che, insieme ai deputati di SCN Lombardo e Sciotto, punta l’indice contro il “palazzo”, denunciando l’assenza di una figura commissariale dopo il tramonto della giunta Stracuzzi.
Per il leader di “Sud chiama Nord”, la dedizione degli assessori rimasti in carica, pur lodevole, rappresenta un “argine di sabbia” davanti a un oceano di responsabilità legali. «Un territorio ferito non può essere lasciato orfano di una cabina di regia», incalza il deputato, descrivendo una Giardini Naxos abbandonata proprio nell’ora più buia della sua storia recente.
Il cuore dell’interrogazione presentata al governatore Schifani è un richiamo severo alla disciplina contabile. Gestire i fondi e le ordinanze per il ciclone Harry in una condizione di “acefalia amministrativa” espone l’ente a ricorsi e paralisi decisionali. Secondo De Luca, operare in questo stato di incertezza significa governare ai margini della legalità, un lusso che una comunità in ginocchio non può permettersi. La richiesta è chiara: una guida straordinaria, dotata di pieni poteri e legittimità, per trasformare il caos in ricostruzione.


