GIARDINI NAXOS. Il Comitato Civico per i Beni Pubblici di Giardini Naxos torna a contestare il progetto di PUDM (Piano di utilizzo delle aree demaniali e marittime). Dopo le richieste di modifiche che denunciavano prescrizioni non illustrate, mancata considerazione degli esiti di un apposito percorso di partecipazione, il rischio di realizzare, attraverso privatizzazioni dirette e indirette, un ulteriore aggravamento della situazione di saturazione e di overtourism, oggi il Comitato lancia l’allarme a causa delle conseguenze del ciclone Harry. E lo fa con una richiesta di sospensione dell’adozione finale e di urgente revisione del documento.
In sintesi, il Comitato ricorda che il ciclone ha provocato danni ingenti al litorale di Giardini Naxos, compresi, tra l’altro, l’alterazione della morfologia della costa, l’erosione di ampi tratti di spiaggia ed il collasso di piazze e aree del lungomare. Il PUDM adottato il 3 novembre dell’anno scorso – sostiene l’associazione – fa dunque riferimento ad “una situazione della costa che oggi non esiste più”. Così che le valutazioni e le scelte contenute nel Piano “non sono più attuali né spendibili, men che mai nel lungo periodo (qual è l’obiettivo della pianificazione); al contrario, esse necessitano di una profonda revisione, che le renda consone allo stato attuale dei luoghi”.
Ma c’è di più. “Per quanto noto, il Comune di Giardini Naxos non ha avviato alcuna attività propedeutica alle gare per l’assegnazione delle concessioni demaniali. Ciò potrebbe tradursi in una proroga ad oltranza delle concessioni balneari (in spregio alla normativa intercorsa) e in un ampliamento delle aree destinate all’uso privato, a causa dall’erosione e dunque dalla minore profondità della spiaggia disponibile, con conseguente ulteriore sottrazione delle aree destinate ad uso pubblico”. E “taluni stabilimenti danneggiati dal ciclone hanno già iniziato la ricostruzione delle strutture, con criteri analoghi a quelli precedenti, dunque con l’uso di plinti di cemento e strutture fisse, che perpetuano l’alterazione dei luoghi e contrastano persino con le prescrizioni del PUDM adottato”.
Il Comitato chiede al Commissario straordinario del Comune di Giardini Naxos, all’Assessorato regionale Territorio e Ambiente e al Dipartimento competente, ciascuno per quanto di propria pertinenza e responsabilità, di “astenersi da qualsivoglia deliberazione sull’approvazione del PUDM prima del suo aggiornamento alla realtà” nonché di astenersi “dall’avviare procedimenti per autorizzazioni temporanee o proroga automatica delle concessioni, in violazione della normativa europea e nazionale”. E chiede che invece si provveda alla “celere redazione di un nuovo progetto di PUDM, aderente alla nuova morfologia del litorale, adottando massima vigilanza rispetto alle opere di ripristino degli stabilimenti”.
Il Comitato Civico per i Beni Pubblici di Giardini Naxos – ricorda la nota depositata ieri 5 febbraio – è “in collegamento con altre Associazioni ed Organizzazioni di tutela ambientale” e intende dare voce ai legittimi sentimenti dei cittadini attenti all’interesse generale, i quali aspettano dalle istituzioni pubbliche “una adeguata premura per il patrimonio naturale, attenzione alla sostenibilità ambientale della ricostruzione e senza perseverare nell’errore di fallaci opere di difesa che risultano inutili e dannosi nell’estremità ricorrente degli eventi climatici ormai prevedibili oltre che un spreco enorme di finanza pubblica. I cittadini aspettano il conforto del ravvedimento su come è stato costruito sul Demanio costiero con opere risultate, su occupazioni abusive ed illeciti edilizi ove fatti, lo scrupolo per i danni che l’ambiente marino ha subito dall’enorme riporto di detriti non innocui. I cittadini si aspettano che si realizzi “l’effettivo equilibrio tra fruizione pubblica e privata delle spiagge”.
Vigileremo – conclude il Comitato – “affinché la calamità naturale patita sia occasione di ripartenza seria con una nuova visione di sviluppo sostenibile che includa l’interesse della stessa imprenditoria turistica e la loro responsabilità sociale d’impresa, come sancito dalla Costituzione”.
A firmare la nota sono il presidente Giovanni Bucolo, i componenti del Consiglio direttivo Maria Ausilia Cavallaro, Cateno Villino, Andrea La Spina e Salvatore Risitano, i componenti del Comitato tecnico-scientifico Pieremilio Vasta, Adele Giusto, Marina Rosa Marino, Francesco Saija e Giuseppe Valentino.
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