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    Home - Attualità - Ciclone Harry e Frana di Niscemi. Le misure della Regione Siciliana nel primo mese di emergenza
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    Ciclone Harry e Frana di Niscemi. Le misure della Regione Siciliana nel primo mese di emergenza

    Enrico ScandurraDi Enrico ScandurraFebbraio 26, 2026Nessun commento
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    emergenza ciclone harry
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    La Presidenza della Regione Siciliana fa il punto degli interventi messi in campo per fronteggiare l’emergenza a un mese dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi. È stato immediatamente dichiarato lo stato di emergenza regionale e richiesto e ottenuto quello di emergenza nazionale; sono stati creati un fondo per le emergenze pari a 681 milioni di euro, tra programmazione di risorse extraregionali Fesr e Fse 2021-2027 (588 milioni) e risorse regionali (93 milioni), e una cabina di regia per il coordinamento di tutte le attività. Queste le misure già adottate.

    NISCEMI, AIUTI AGLI SFOLLATI E MONITORAGGIO. Sono in corso di erogazione alle famiglie sfollate di Niscemi i contributi per l’autonoma sistemazione (Cas), tra i 400 e i 900 euro: ad oggi sono stati erogati 252 benefici (in media 800 euro) su circa 440 richieste. Il plafond stanziato ammonta a 2,5 milioni per la prima fase e altrettanti per una seconda. Il sindaco di Niscemi è stato nominato soggetto attuatore sul territorio di tutti gli interventi in favore dei residenti. La Regione, inoltre, ha reso disponibili 16 alloggi dello Iacp di Caltanissetta. La Protezione civile ha già accreditato al Comune la somma di un milione di euro per fare fronte alle spese emergenziali e nel palazzo municipale è stata attivata una sede distaccata dell’ufficio del commissario per l’emergenza, per fornire assistenza ai cittadini anche per la richiesta di contributi; 2 milioni sono stati destinati a una prima fase di indagine e monitoraggio della frana, altri 3,5 per quella successiva. La Protezione civile regionale ha creato e gestito all’interno della palestra comunale una struttura con decine di posti letto per le persone sfollate e una mensa da centinaia di pasti al giorno per le strutture operative. Con i volontari, inoltre, supporta la Questura nella gestione dei varchi di accesso alla zona rossa. L’assessorato alla Salute ha disposto l’esenzione totale dei ticket sanitari per un anno a favore di tutti i residenti nella zona rossa.

    PRIMI AIUTI ALLE IMPRESE. Per sostenere le imprese danneggiate a causa del ciclone Harry o della frana di Niscemi e farne ripartire le attività, il governo Schifani ha già pubblicato due primi avvisi, con fondi di competenza dell’assessorato delle Attività produttive e risorse della Protezione civile e gestiti da Irfis. Prevista l’assegnazione di contributi a fondo perduto fino a 20 mila euro, cumulabili con altri aiuti o finanziamenti. Gli avvisi sono in scadenza il 28 febbraio. Plafond iniziale di 23 milioni di euro provenienti da fondi regionali. La modulistica è già idonea anche alla richiesta dei sostegni nazionali. Inoltre, Irfis ha approvato una moratoria per i mutui dei clienti che hanno subito danni (domande entro il 10 marzo). Per facilitare la ripresa delle attività dei lidi balneari, l’assessorato del Territorio e dell’ambiente ha disposto la sospensione dei canoni delle concessioni demaniali marittime. Sono state introdotte procedure semplificate per la ricostruzione delle strutture balneari danneggiate ed è stata istituita una specifica sottocommissione della Cts per velocizzare le autorizzazioni. Per le imprese di pesca e di acquacoltura, l’assessorato dell’Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea ha già stanziato 3 milioni per i ristori.

    LAVORI URGENTI PER PORTI E VIABILITÀ. Gli uffici territoriali del Genio civile che fanno capo al dipartimento regionale Tecnico (il cui dirigente generale è stato nominato da Schifani coordinatore di tutti i soggetti attuatori e di tutte le strutture che stanno lavorando per affrontare l’emergenza) stanno gestendo la procedura in somma urgenza per il ripristino o la messa in sicurezza di scali portuali e viabilità. Si tratta di lavori non procrastinabili inseriti nel piano già trasmesso al presidente della Regione nella qualità di commissario delegato e ammontano complessivamente a 18,3 milioni di euro, finanziati con fondi regionali. Tra i porti, grandi e piccoli, danneggiati dalle mareggiate, questi gli interventi attualmente in campo, per una spesa complessiva di 10,8 milioni: già affidati, in esecuzione o in procinto di partire, gli interventi nei porti di Lampedusa (Ag), di Stazzo e Pozzillo (Acireale, Ct), a Catania-Ognina, Riposto (Ct) e Stromboli (Me); in corso di affidamento quelli agli scali di Portopalo di Capo Passero (Sr), Ustica (Pa), Levanzo e Marsala (Tp), Santa Tecla, Santa Maria La Scala e Capo Mulini (Acireale, Ct), San Giovanni Li Cuti e porto Rossi (messa in sicurezza) a Catania, Santa Marina di Salina (Me). Questi invece gli interventi di ripristino della viabilità, dei sottoservizi e di messa in sicurezza nelle località danneggiate, per circa 6,8 milioni, gestiti dal Genio civile: sono stati affidati e sono in esecuzione lavori di somma urgenza a Linosa (Ag) e sui lungomare di Furci, Letojanni, Nizza di Sicilia, Sant’Alessio e Santa Teresa di Riva (Me); sono in fase di affidamento gli interventi per la pavimentazione di una regia trazzera nel territorio di Niscemi (Cl) e su altre arterie stradali ad Alia e Altofonte (Pa). A questi si aggiungono i lavori in somma urgenza gestiti direttamente dai Comuni, inseriti nel primo piano di intervento e ulteriori interventi, sempre di somma urgenza, per 19,3 milioni sono oggetto di richiesta di copertura della spesa alla Protezione civile nazionale.

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