Torregrotta – Ventidue anni di attesa, polvere e sogni chiusi nel cassetto. Ventidue anni dopo l’ultima recita dell’Atletico Furci del mitico presidente Pippo Settimo, il comune jonico ritrova il paradiso della Promozione. Sul neutro di Torregrotta, il Calcio Furci scrive la storia al termine di una battaglia infinita contro la Polisportiva Torrenovese 1971, risolta solo dopo la lotteria dei calci di rigore. Una gioia incontenibile per i ragazzi di Camarda, che riportano il calcio che conta in una piazza che non ha mai smesso di respirare pallone.
L’avvio è di quelli elettrici. I tirrenici partono col piede sull’acceleratore: mischia furibonda in area, Gioitta e Mataj cercano il colpo del ko, ma Bartolotta risponde presente. Il Furci non sta a guardare e al 13’ sfiora il vantaggio: cross di Vaccaro e colpo di testa di D’Amico che sibila accanto al palo.
La gara si accende: al 17’ Ghartey gonfia la rete, ma l’urlo resta strozzato in gola per la segnalazione di fuorigioco della terna arbitrale. Il vantaggio della Torrenovese è però nell’aria e arriva al 22’ con un coordinazione perfetta di Bartuccio, che batte Bartolotta con un gran tiro al volo. Il Furci ha il merito di non sbandare. Al 32’, l’episodio che cambia l’inerzia: fallo di mano di Fiore in area, per il direttore di gara non ci sono dubbi. Dal dischetto D’Amico è di ghiaccio: 1-1.
Il primo tempo potrebbe finire in gloria per i furcesi quando un altro tocco di mano, stavolta di Ferro, regala il secondo penalty ai giallorossi. Ma la sorte stavolta volta le spalle a D’Amico: il pallone si stampa sul palo.
Nella ripresa entrambe le compagini provano a vincere. Konatè impegna Galati Pontillo, mentre la Torrenovese recrimina al 77’ per un rigore non concesso e spaventa i furcesi con un fendente di Lima. Nei supplementari, il Furci spreca il match point con Rizzo che, tutto solo davanti al portiere, manca il bersaglio di un soffio.
Si va alla lotteria finale. Bartolotta sale in cattedra ipnotizzando Rai, mentre Barca vede il suo tiro infrangersi sulla traversa. L’ultimo pallone, quello che pesa come un macigno, finisce sui piedi di D’Angelo: rincorsa, tiro e rete. Furci Siculo può finalmente far partire la festa: la Promozione è realtà.


