CATANIA. Le Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia annunciano la sospensione del servizio di accompagnamento professionale al fronte lavico sull’Etna. Una decisione assunta “con profondo rammarico e alto senso di responsabilità” a seguito delle recenti restrizioni introdotte nella gestione delle attività in area vulcanica. Secondo quanto comunicato dal Collegio regionale, le nuove misure risultano di fatto non applicabili nella pratica operativa, al punto da annullare il ruolo stesso della guida, privandola di competenze, funzione e responsabilità professionale riconosciute dalla normativa nazionale e regionale.
Di seguito la nota diffusa dalle Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia:
“Le Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia, a seguito delle istanze pervenute dagli iscritti, comunicano con profondo rammarico e con alto senso di responsabilità la sospensione del servizio di accompagnamento professionale al fronte lavico. La decisione è conseguente all’introduzione di recenti restrizioni che, per modalità di applicazione e contenuti, risultano non concretamente attuabili nella pratica operativa. Tali misure finiscono, di fatto, per annullare il ruolo della guida, svuotandone competenze, funzione e responsabilità professionale riconosciute dalla normativa nazionale e regionale vigente.
La scelta assunta è inoltre frutto di una attenta valutazione tecnico-scientifica condotta sulla base delle competenze professionali delle Guide Alpine e Vulcanologiche, dalla quale emerge che il fenomeno vulcanico attualmente in atto non presenta, allo stato attuale, elementi tali da destare particolare preoccupazione in relazione all’avvicinamento al fronte lavico, se svolto con criteri professionali, consapevoli e responsabili.
Le Guide Alpine e Vulcanologiche operano da sempre nel pieno rispetto delle regole, della sicurezza delle persone e della tutela dell’ambiente, mettendo a disposizione formazione qualificata, esperienza sul campo e una conoscenza approfondita dei contesti naturali e vulcanici. L’impossibilità di esercitare il proprio ruolo con la necessaria autonomia tecnica e decisionale rende tuttavia il servizio non solo inefficace, ma contrario ai principi fondanti della professione. La sospensione del servizio non rappresenta una rinuncia, bensì un atto di tutela: della dignità professionale delle guide, della sicurezza degli utenti e della correttezza nei confronti del territorio.
Continuare ad operare all’interno di un quadro normativo che di fatto nega la figura della guida significherebbe avallare un modello che non garantisce né qualità del servizio né un reale controllo delle attività svolte.
Il Collegio Regionale delle Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia auspica che questa presa di posizione possa favorire l’apertura di un confronto serio, costruttivo e tempestivo con le istituzioni competenti, finalizzato all’individuazione di soluzioni equilibrate, realistiche e rispettose delle professionalità coinvolte.
Le Guide Alpine e Vulcanologiche restano disponibili a riprendere il servizio non appena saranno ristabilite condizioni che consentano di operare con competenza, responsabilità e piena legittimità professionale, nell’interesse della collettività e del territorio”.
(Comunicato stampa di Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia)


