La Sicilia orientale si prepara a vivere una seconda notte di trincea. Il ciclone Jolinda non molla la presa e costringe la Protezione Civile regionale a confermare l’allerta arancione anche per la giornata di martedì 17 marzo. Il bollettino, diramato nel pomeriggio, parla chiaro: una fase di preallarme che resterà in vigore fino alla mezzanotte di domani, con il rischio concreto di precipitazioni “diffuse e persistenti” che potrebbero mettere a dura prova la tenuta idrogeologica dei versanti.
Il quadro meteorologico delineato dall’Avviso meteo-idrogeologico è critico, specialmente per i versanti jonici centro-settentrionali e orientali. Non solo piogge di forte intensità e grandinate, ma l’attenzione delle autorità è ora rivolta al mare. Dalle prossime ore è attesa una violenta mareggiata da Scirocco-Levante, con onde che potrebbero raggiungere i 4 metri di altezza.
L’allarme riguarda l’impatto distruttivo sui litorali: se lo scirocco flagellerà la costa durante la notte, nelle prime ore di martedì il vento ruoterà verso Grecale, un cambio di direzione che rischia di peggiorare ulteriormente l’impatto dei flutti sulle infrastrutture costiere e sulle spiagge, già provate dalle mareggiate degli ultimi anni.
Davanti alla persistenza del ciclone, i sindaci del Messinese hanno scelto la linea della massima prudenza. La lista dei comuni che hanno disposto la chiusura delle scuole si è allungata nelle ultime ore, coprendo l’intera riviera jonica e l’entroterra alcantarino.
Le attività didattiche restano sospese a Gaggi, Graniti, Motta Camastra, Mojo Alcantara, Roccella Valdemone, Castelmola, Taormina, Giardini Naxos, Letojanni, Mongiuffi Melia, Gallodoro, Forza d’Agrò, Sant’Alessio Siculo, Limina, Antillo, Santa Teresa di Riva, Savoca, Furci Siculo, Roccalumera, Pagliara, Mandanici, Nizza di Sicilia, Fiumedinisi, Alì, Alì Terme, Itala e Scaletta Zanclea.
Nella “perla dello Jonio”, il sindaco ha optato per un provvedimento di chiusura ancora più restrittivo. Oltre agli istituti scolastici, a Taormina resteranno chiusi al pubblico la villa comunale-parco Florence Trevelyan, i cimiteri del Centro e di Trappitello, tutti i musei, i palazzi storici e gli impianti sportivi comunali. Una decisione volta a limitare al minimo la circolazione dei cittadini e a prevenire rischi legati alle forti raffiche di vento e alla caduta di rami o detriti.


