Santa Teresa di Riva – Stamattina, sul lungomare santateresino, la penna del Presidente della Regione, Renato Schifani, ha siglato l’avvio dei lavori di protezione costiera. Un gesto atteso, invocato, sudato, che mette in sicurezza un tratto di costa ferito ma mai domo.
La mattinata è iniziata con il rombo dell’elicottero presidenziale. Dall’alto, Schifani ha voluto guardare negli occhi le ferite lasciate dal ciclone Harry, quei morsi inferti dal mare a una terra che è bellezza e fragilità. Ma è a terra che l’emozione si è fatta tangibile. Ad accoglierlo, con la consueta fermezza mista a una profonda partecipazione emotiva, c’era lui: Danilo Lo Giudice.
Il Sindaco di Santa Teresa di Riva non ha nascosto la commozione. Per chi, come lui, ha trascorso notti insonni a monitorare il muro di cinta mentre i marosi schiaffeggiavano la strada, questa firma non è solo un atto tecnico. È uno scudo per i suoi cittadini. Tra i due leader, un’intesa evidente: quella di chi sa che davanti all’emergenza non esistono colori, ma solo il dovere di proteggere.
Il progetto, un investimento da 10,6 milioni di euro, è un’opera di ingegneria complessa affidata al “Consorzio Ciro Menotti”. Un iter lungo, iniziato nel 2019 e sbloccato definitivamente nell’agosto 2025, che oggi diventa cantiere sotto la direzione del Genio Civile di Messina. “Siamo chiamati tutti a dare il massimo – ha scandito Schifani – le polemiche vanno archiviate”.
Accanto ai grandi lavori strutturali, la giornata ha segnato un altro punto decisivo: il punto sui cinque cantieri in somma urgenza attivati dopo il passaggio devastante del ciclone. Tre sono già operativi, pronti a medicare i danni più urgenti in una corsa contro il tempo e le stagioni.
In questa cronaca di cifre e autorizzazioni, emerge prepotente il lato umano di un’amministrazione che ha fatto della presenza costante il suo marchio di fabbrica. Danilo Lo Giudice è apparso come il vero collante tra le alte istituzioni e il sentire della piazza. Un lungo applauso ha accompagnato la firma: era il battito di una comunità che riconosce nel proprio Sindaco non solo un amministratore, ma una sentinella che non ha mai smesso di lottare per ogni centimetro di quella spiaggia.
Mentre l’elicottero ripartiva verso la Prefettura di Messina per l’incontro con gli altri sindaci della riviera, a Santa Teresa restava il profumo della salsedine e la certezza che, finalmente, il mare tornerà a essere solo una risorsa e non più una minaccia. Grazie alla tenacia di chi, come Lo Giudice, ha saputo trasformare l’urgenza in visione.


