TAORMINA. Prima i sigilli, apposti al cantiere per la mancanza delle relative autorizzazioni della Soprintendenza ai Beni culturali di Messina e l’assenza dell’archeologo. Adesso, a distanza di pochi giorni, la revoca, visto che non sussisterebbero più esigenze cautelari per mantenere il provvedimento di sequestro. È questa la situazione a Taormina, dopo che il 24 maggio scorso l’Asm era finita sotto i riflettori della Polizia locale, in seguito al sequestro del cantiere necessario per l’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria dei bagni pubblici in piazza San Pancrazio, proprio vicino alle Terme Bizantine. Il Pm titolare dell’indagine, in cui è indagata una persona, ha disposto l’annullamento dei sigilli al cantiere proprio perché l’autorizzazione paesaggistica per effettuare i lavori sarebbe stata rilasciata a suo tempo, come emerso dalla lettura della motivazione. A questo punto l’Asm ha provveduto ieri ad affidare la propria difesa all’avvocato Melinda Calandra Checco che sosterrà le tesi dell’Azienda Servizi Municipalizzati, avvalendosi dei documenti in suo possesso. Mentre l’indagine proseguirà come dovuto, l’iter amministrativo per eseguire gli interventi di manutenzione ai bagni pubblici ripartirà, visto che da lunedì scorso sul posto è presente anche l’archeologo Francesco Tirrito, a cui è stato affidato un incarico per la sorveglianza con impegno di spesa pari a 2 mila 900 euro.
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