LETOJANNI. Perché l’affezione verso la democrazia e le pratiche ad essa connesse sono sempre più demonizzate? Perché sempre più la popolazione italiana si astiene dall’andare a votare? E dunque, perché la democrazia è oggi sempre più in crisi? Domande lecite, certamente, a cui nessuno saprebbe dare risposte chiare ed esaustive, ma su cui si è discusso moltissimo sabato scorso, nella Sala Blu del Palazzo della Cultura di Letojanni, dove il Circolo di lettura “Bianca Garufi” ha voluto organizzare un incontro culturale per tentare di comprendere il motivo di tanta disaffezione verso la migliore delle forme di governo. Un evento intitolato “Ludocrazia”, patrocinato dal Comune e in modo particolare dall’Assessorato alla Cultura, retto da Maria Teresa Rammi, e che ha avuto come apoteosi la dissertazione del professore universitario di Antropologia Culturale, Mario Bolognari, intervenuto a seguito di una serie di letture eseguite da alcuni componenti del Circolo. La serata è stata coordinata da Gianfranco Guzzardi che, dopo una breve introduzione, ha passato la parola all’attrice taorminese Rita Patanè. Proprio quest’ultima ha interpretato un monologo di Giorgio Gaber, scritto dal cantautore negli anni ’60, che tratta dell’ingerenza americana su tutte le democrazie del Mondo. A seguire ecco Enrico Scandurra che ha letto un articolo pubblicato su “Il Manifesto”, qualche mese fa, in cui la giornalista Notarianni ha sostenuto la necessità di salvare il popolo palestinese dal genocidio di Israele che dovrebbe essere di fatto una democrazia, ma che in verità si dimostra sempre più una clerico-crazia. Subito dopo ecco Eugenio Mosca, con pensieri e riflessioni sul concetto di democrazia ieri e oggi. È stata poi ancora la volta di Rita Patanè che ha interpretato magistralmente una poesia in lingua siciliana di Ignazio Buttitta, intitolata “Lingua e dialettu”, in cui il vate palermitano espresse l’importanza di appartenere alla comunità siciliana, la quale si può salvare soltanto con il mantenimento della propria lingua d’origine. Nel corso della serata è intervenuta anche Sonia Chiaia, leggendo l’ultima intervista che Pier Paolo Pasolini rilasciò a Furio Colombo due giorni prima di morire per mano ignota. Un’intervista in cui l’intellettuale friulano denunciò i cancri della società dell’omologazione e della globalizzazione, con annessi e connessi. Al termine delle letture, Mario Bolognari ha poi preso la parola, affrontando dal punto di vista antropologico la frattura creatasi tra popolazione e democrazia in diversi periodi storici del Novecento, parlando di colonialismo, differenze culturali e sociali nel Mondo globalizzato, e tentando di dare una spiegazione alla crisi delle democrazie di oggi. Spunti e riflessioni che sono state fatte proprie da un pubblico numeroso e attento.
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