Santa Teresa di Riva – Il fango sulle scarpe e lo sguardo rivolto a quel mare che, solo poche ore fa, ha travolto stabilimenti, strade e speranze. Il Ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, è arrivato nel pomeriggio a Santa Teresa di Riva per toccare con mano la devastazione del Ciclone Harry. Ad accoglierlo sul campo è stato il sindaco Danilo Lo Giudice, che ha accompagnato il Ministro direttamente sul luogo della catastrofe, tra i detriti del lungomare sventrato e le infrastrutture piegate dalla furia degli elementi.
Al fianco del Ministro, a testimoniare la gravità del momento e la compattezza delle istituzioni, erano presenti il Prefetto di Messina, Cosima Di Stani, e numerosi amministratori locali accorsi dai comuni limitrofi della fascia jonica, tutti alle prese con una conta dei danni che si preannuncia drammatica.
Il sopralluogo e la conta dei danni
Davanti allo scenario di distruzione mostrato dal primo cittadino e dai vertici della prefettura, l’imperativo del Ministro è apparso subito la rapidità. «Stiamo seguendo esattamente quello che il codice di protezione civile ci obbliga a fare», ha esordito Musumeci dopo il sopralluogo. «Ora che è tornata una relativa calma, bisogna procedere alla conta dei danni. È un compito dei Comuni, che dovranno relazionare alle rispettive Regioni».
Il percorso istituzionale è già tracciato per Sicilia, Calabria e Sardegna. Le amministrazioni regionali formalizzeranno la richiesta di Stato di emergenza nazionale, passaggio chiave per lo stanziamento dei fondi. «Riuniremo il Consiglio dei Ministri la prossima settimana», ha annunciato il Ministro. «Relazionerò in Cdm per la deliberazione di una prima risorsa che consenta agli enti locali di operare per i primi interventi: rimozione detriti, ripristino della viabilità e dei servizi essenziali».
L’emergenza nell’entroterra e nel Catanese
Se la costa jonica piange per le infrastrutture turistiche, l’interno dell’Isola fa i conti con il dissesto idrogeologico. Musumeci non ha nascosto la preoccupazione per i dati che arrivano dalle altre province: «Ci sono oltre 200 persone evacuate nel Catanese, frane e smottamenti nelle aree interne. Non è solo un problema di litorali».
Nonostante la gravità, il Ministro ha voluto rassicurare i sindaci e gli amministratori presenti sul fronte economico: «Non sarà un problema di risorse. I sindaci possono già operare in deroga con le ordinanze di somma urgenza. Lo possono fare già da ieri».
Trasparenza e ricostruzione
Il passaggio successivo sarà la distinzione tra il ripristino immediato e la ricostruzione vera e propria. «Se i danni sono relativi, operano gli enti locali. Se si tratta di ricostruire, applicheremo la Legge 40 sul Codice della Ricostruzione», ha spiegato Musumeci, sottolineando il valore strategico dei tempi: «Da siciliano so bene che su questi ambienti riposa buona parte della nostra economia estiva. Prima si ripristina, meglio è».
Il Governo nazionale, assicura il Ministro, agirà secondo il principio di sussidiarietà: «Saremo presenti per sostenere gli enti che avranno necessità di essere accompagnati in una procedura che non può che essere celere, ma anche trasparente».


