Taormina – Dove c’era il cuore pulsante della stagione turistica, oggi resta solo il fragore di un mare che non accenna a calmarsi. La frazione di Mazzeo è l’epicentro del disastro: la violenza del Ciclone Harry ha sventrato il lungomare, lasciando dietro di sé una comunità ferita ma operosa. Qui, tra le macerie e il fango, giovani e anziani lavorano fianco a fianco in una prima, disperata pulizia generale, ma il bilancio dell’emergenza Mazzeo Taormina è spaventoso.
Il parcheggio inghiottito e i lidi rasi al suolo
La furia dell’acqua non ha risparmiato nulla. Piazza Salvo d’Acquisto, un’area di 500 metri quadri adibita a parcheggio, è stata letteralmente strappata via. Le infrastrutture in calcestruzzo e i grossi massi posti a protezione della spiaggia sono stati travolti come fuscelli. Il danno economico per il comparto balneare è totale: dieci lidi sono stati distrutti e l’operatività è attualmente pari a zero.
Le prime stime ufficiali inviate dal Comune alla Protezione Civile parlano chiaro: per la sola zona di Mazzeo servono 24 milioni di euro, cifra che non include gli ingenti danni subiti dalle abitazioni private, molte delle quali vacanze, ma alcune stabilmente abitate e ora sgomberate.
Il “piano d’attacco” di Cateno De Luca
Il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, ha preso il comando delle operazioni sul campo per gestire l’emergenza Mazzeo Taormina. «Ho chiesto normalità al più presto», ha dichiarato con fermezza. «Abbiamo messo in campo un vero e proprio esercito capitanato dalla nostra municipalizzata ASM».
La strategia è chiara: liberare il territorio dalle tracce della tragedia entro 48 ore. Oltre ai mezzi comunali, il sindaco ha annunciato il supporto del colosso Webuild, che fornirà spazzatrici e autobotti per accelerare la bonifica delle strade. L’obiettivo è restituire equilibrio alla borgata, permettendo ai residenti di “risentirsi a casa propria” nonostante lo sgomento e l’amarezza che pesano come il fango sulle strade


