PALERMO – Abbattere le barriere economiche per garantire il diritto alla conoscenza. Con questo obiettivo, il governo Schifani ha dato il via libera definitivo al Prestito d’onore per gli studenti, dando attuazione alla legge regionale 28 del novembre scorso. Una manovra da 6 milioni di euro che punta a trasformare il merito in opportunità concreta, permettendo ai giovani siciliani di scommettere sul proprio futuro senza dover abbandonare la propria terra.
Un fondo da 6 milioni per il merito
La misura, nata dalla sinergia tra l’assessorato all’Istruzione e quello all’Economia, prevede l’erogazione di un finanziamento di 10 mila euro destinato agli studenti meritevoli con un Isee non superiore a 20 mila euro. La vera novità risiede nelle modalità di accesso: il prestito potrà essere ottenuto senza necessità di garanzie esterne e godrà di un piano di rimborso decennale. A gestire l’erogazione dei fondi sarà Irfis-FinSicilia, il braccio finanziario della Regione.
Schifani: «Nessun giovane deve rinunciare agli studi»
«Con il prestito d’onore per gli studenti – afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – diamo una risposta concreta al diritto allo studio. Vogliamo che nessun giovane siciliano rinunci all’università per motivi economici». Un investimento che, secondo il governatore, serve a trattenere i talenti nell’Isola per costruire una società più competitiva.
L’assessore all’Istruzione, Mimmo Turano, ha sottolineato come il testo finale sia frutto di un lungo dialogo con le rappresentanze studentesche, volto a superare i precedenti stop in commissione Cultura all’Ars. «Assicuriamo ai nostri giovani pari opportunità di accesso all’istruzione accademica», ha ribadito Turano.
Contro la fuga dei cervelli
Per l’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, il provvedimento è un tassello di una visione politica più ampia: «Vogliamo mettere la Sicilia nelle condizioni di essere scelta, perché gli studenti rimangano nella loro terra. È un segnale chiaro: questa è una terra di opportunità in cui formarsi e crescere».
La misura è rivolta sia ai neoiscritti al primo anno sia a chi è già impegnato negli anni successivi presso gli atenei e gli istituti universitari con sede in Sicilia.


