Santa Teresa Di Riva – C’è un’immagine che più di ogni altra racconta queste ore drammatiche a Santa Teresa di Riva: è il fango sugli stivali e la stanchezza negli occhi di chi non dorme da giorni, ma trova ancora la forza di stringere una mano. Quella mano è spesso quella di Danilo Lo Giudice. In una Sicilia ferita, il comune di Santa Teresa di Riva prova a rialzarsi, e lo fa affidandosi a un’amministrazione che ha trasformato l’emergenza in una prova di straordinaria coesione umana.
Non è facile gestire il peso di una comunità sulle spalle quando l’elettricità manca e i rubinetti restano asciutti. Eppure, il Sindaco Lo Giudice ha scelto di non restare dietro una scrivania. Lo hanno visto ovunque: nelle strade, tra i vicoli ancora al buio, a coordinare i soccorsi sotto la pioggia o nel cuore della notte. Non chiamateli “carusi” per sminuirne l’età; chiamateli leader, perché la forza e la tenacia dimostrate in queste ore sono il segno di una maturità politica e umana fuori dal comune.
“Non ci fermeremo finché l’ultima lampadina non si sarà riaccesa e l’ultima goccia d’acqua non sarà tornata nelle case,” sembra essere il mantra che guida ogni sua azione.
La risposta della macchina comunale è stata immediata e imponente. Mentre le squadre di operai lavorano senza sosta, anche nelle ore più buie, la diplomazia dell’emergenza ha portato frutti vitali. Grazie a un accordo lampo con We Build, sono state posizionate cisterne di acqua non potabile in punti strategici della città.
Ma la notizia più attesa riguarda l’approvvigionamento idrico primario grazie ai Vigili del Fuoco: è in arrivo da Palermo una cisterna da 33.000 litri di acqua potabile, che sarà posizionata in Piazza Mercato per dare respiro alle famiglie. Parallelamente, l’installazione di potenti generatori sta riportando la luce nei quartieri più colpiti, restituendo non solo energia, ma speranza.
La strada per la normalità non sarà immediata, ma Santa Teresa di Riva sta dimostrando che la politica può ancora essere servizio, empatia e presenza costante. Danilo Lo Giudice sta guidando il suo popolo non come un comando distante, ma come un capofamiglia che soffre e lotta insieme ai suoi cittadini. In questa resilienza, in questo instancabile “stare in strada tra la gente”, si legge il futuro di una cittadina che non si piega. Insieme al primo cittadino i consiglieri comunali e assessori, ognuno per le proprie competenze. A fare manforte il vicesindaco Annalisa Miano e gli assessori Giammarco Lombardo, Domenico Trimarchi ed Ernesto Sigillo.


