TAORMINA. Parecchi sono gli immobili, i terreni e i siti di interesse economico presenti sul territorio comunale. Molti sono quelli inutilizzati. Altrettanti quelli che finora non sono stati utilizzati o per meglio dire non sono stati sfruttati a dovere. Ma adesso che gli introiti dovuti ai continui cambiamenti di normative regionali e nazionali stanno sensibilmente diminuendo a poco a poco, ecco che la gestione delle strutture di proprietà comunale diventa importantissima se fatta con oculatezza. Ed è proprio questo l’obiettivo dell’Amministrazione comunale di Taormina che, su proposta dell’assessore al Patrimonio, Giuseppe Sterrantino, ha provveduto ad eseguire l’inventario dei beni di famiglia che in totale sono ben 188, per un valore complessivo di 306 milioni 350 mila 829 euro, tra palazzi, negozi, appartamenti, alloggi popolari, terreni e altre strutture. La Giunta municipale ha dato, infatti, nei giorni scorsi, l’ok all’elenco, ritenendo che il documento rappresenti uno strumento operativo per la determinazione della consistenza dei beni, intesi come risorse attive che necessitano di livelli di conoscenza sempre più approfonditi, finalizzati ad un adeguato mantenimento, all’innalzamento degli standard qualitativi, ad una piena ed ottimale fruizione da parte degli utenti e valorizzazione improntata all’efficienza, efficacia ed economicità. Ma non solo. In un contesto di risorse scarse, in ragione della riduzione dei trasferimenti erariali e regionali, di vincoli rigidi imposti dal Patto di stabilità interno e di scarsa capacità di programmazione per le continue variazioni delle ultime normative, il patrimonio dell’ente inizia ad essere considerato come una risorsa da valorizzare che può generare valore-reddito e non solo un costo. Pertanto i 188 siti di interesse inseriti nell’inventario avranno da oggi un costo ben preciso, visto che valgono una miniera: da Palazzo dei Giurati (sede del Comune) valutato 5 milioni di euro, a Palazzo Corvaja (6,5 milioni), da Palazzo Badia Vecchia (6 milioni) all’immobile ex La Giara e uffici comunali (11 milioni). Ma anche il Palazzo dei Congressi, valutato 24,1 milioni, la scuola Vittorino da Feltre (5,3 milioni), il cimitero del centro storico (7,5 milioni) e quello di Trappitello (1,1 milioni), l’ex Capalc (22,7 milioni). Oltre ai parcheggi Lumbi, Porta Catania e Porta Pasquale, valutati rispettivamente 30,2 milioni, 32,5 milioni e 18,5 milioni, compreso lo stadio di calcio “Valerio Bacigalupo” (5,8 milioni), la piscina comunale (8,6 milioni) e la Villa comunale “Florence Trevelyan” valutata 20,7 milioni. Tutti immobili che da adesso verranno utilizzati e resi fruibili con maggiore accuratezza.
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