CATANIA. Una feroce satira sull’ipocrisia borghese, sul perbenismo di facciata e sulle maschere sociali dietro cui si celano istinti e contraddizioni umane. Tratta questo “L’uomo, la bestia e la virtù” di Luigi Pirandello che andrà in scena a Catania nella superba interpretazione di Eduardo Saitta e Salvo Saitta, dal 10 gennaio all’1 febbraio 2026. Prodotto dall’associazione culturale Progetto Teatrando e diretto da Plinio Milazzo, lo spettacolo rientra nella nuova stagione al Teatro Musco con la direzione artistica di Francesca Ferro.
Scritta nel 1919, “L’uomo, la bestia e la virtù” è una delle commedie più corrosive e attuali di Pirandello. Tra comicità grottesca e tensione morale, il geniale drammaturgo agrigentino, Premio Nobel per la letteratura nel 1934, smaschera una società che condanna il peccato solo quando diventa pubblico scandalo.
L’uomo del titolo è Il trasparente professor Paolino. “Virtuoso” solo di facciata, è l’amante segreto della signora Perella (la virtù), moglie abbandonata da un marito violento e assente, il Capitano (la bestia). Quando la donna resta incinta, Paolino escogita un piano per salvare le apparenze: convincere il marito a comportarsi da marito.
«Di chi è la colpa se il proprietario lascia un terreno abbandonato senza curarsene e su questo terreno c’è un albero, uno passa, raccoglie un frutto di quell’albero e lo mangia, poi ne butta il nocciolo senza curarsene. Se da quel nocciolo nasce un altro albero, di chi è? Non lo ha voluto né l’albero, né il passante che ha mangiato il frutto. Spetta al proprietario della terra che non ne ha avuto cura».
Tra fraintendimenti, finzioni morali e tensione comica, la rappresentazione di un’esilarante lotta tra ciò che siamo, ciò che fingiamo di essere e ciò che non vogliamo ammettere di essere. La regia di Plinio Milazzo restituisce al testo tutta la sua forza teatrale, puntando su ritmo, precisione interpretativa e una messinscena capace di dialogare con la sensibilità contemporanea.
Le interpretazioni di Eduardo e Salvo Saitta, affiancati da Francesca Agate, danno vita a personaggi complessi e ambigui, in un sapiente gioco che alterna ironia, sarcasmo e profonda riflessione. Con loro, sul palco, Gianluca Barbagallo, Aldo Toscano, Elisa Franco, Ramona Polizzi, Adriano Fichera, Giuseppe Parisi e nel ruolo di “Nonò” Giacomo Lentini. Un grande classico del teatro italiano torna a vivere sul palcoscenico del Musco, con il pubblico catanese a cui toccherà decidere dove starà la vera morale e dove collocare i giusti valori di uomo, di bestia o di virtù.
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