CALTANISSETTA. Un evento più unico che raro che metterà in evidenza lo status quo del design, della cultura del progetto e dell’impresa della Calabria e della Sicilia. Una mostra itinerante che sarà aperta al pubblico dall’8 febbraio a Caltanissetta, a Palazzo Moncada, fino al 15 marzo. Si alzerà il sipario, sabato, sulla prima tappa siciliana della mostra ‘Non in senso Stretto’, inaugurata lo scorso settembre in occasione della Biennale dello Stretto, in collaborazione con Francesco Alati, presidente della delegazione dell’Associazione per il disegno industriale (Adi) Calabria. Per tutto il 2025, infatti, il progetto espositivo sarà ospitato in diverse sedi dell’isola che accoglieranno la lettura visiva e visionaria sullo status quo del design, della cultura del progetto e di impresa della Calabria e della Sicilia. Sempre l’8 febbraio alle 18, si terrà un talk per i saluti istituzionali a cui seguirà un tavolo tecnico. “L’approdo nell’isola e il taglio itinerante – afferma la presidente di Adi Sicilia, Annalisa Spadola – della mostra ‘Non in senso Stretto’ rappresenta per noi la continuazione di un percorso, cominciato in Calabria, ed è in linea con la voglia e lo scopo dell’associazione di contribuire alla cultura del prodotto e del progetto, in quanto leva strategica di differenziazione sul mercato. Non in senso stretto è anche un’occasione per raccontare la storia del design, che in Sicilia ha radici molto profonde, risalenti ai primi del ‘900, grazie al visionario ed antesignano Vittorio Ducrot che, a Palermo, prese in mano la direzione del mobilificio di famiglia e lo trasformò in una produzione industriale modernista e di respiro internazionale, collaborando con architetti del calibro di Ernesto Basile”. La mostra sarà una formidabile occasione per raccontare lo stato del design e della cultura di impresa design oriented tra Calabria e Sicilia. Portare avanti questo progetto, con le nuove tappe siciliane, e con nuovi prodotti oltre quelli già in mostra presso Forte Batteria Siacci, significherà rinnovare e ribadire un pensiero, che al sud, in Calabria, in Sicilia, si può fare design e lo si può fare bene. “La mappa topologica – spiega il coordinatore scientifico Vincenzo Castellana – rappresenta un luogo tra due terre. Un luogo fatto di paesaggi, giacimenti, di mari e di riviere. La topologia, che in questo contesto si declina nell’ambito delle produzioni umane, è da sempre specchio dello sviluppo locale, delle sue colture e delle proprie culture. Dai greci ai due regni, sbarcando alla contemporaneità”. E ovviamente anche al futuro immediato e nei decenni a venire.
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