PALERMO. Pittore, illustratore, incisore, scrittore. Bruno Caruso, del quale a breve ricorrono i 100 anni dalla nascita (1927 – 2018) è stato uno degli artisti più colti del Novecento, secolo che, da intellettuale raffinato e sensibile alle contraddizioni della società, ha raccontato con impegno e passione civile. A lui, palermitano di nascita e romano d’adozione, è dedicata la mostra “Aneddoti e ritratti”, in programma alla Galleria La Rocca da sabato 22 novembre e fino al 31 gennaio 2026 (via G. La Farina, 6 – Palermo). Oltre centoventi le opere selezionate dalla collezione di Leonardo La Rocca: disegni, acquerelli e oli che ripercorrono la lunga esistenza del Maestro, documentandone i cicli creativi. L’ironia caricaturale dei ritratti; le suggestioni della Natura con i grandi ficus dalle radici tentacolari e la rassicurante composizione di piante e fiori dentro le serre; infine la straripante, disarticolata umanità del ciclo dei matti di Palermo, che Caruso osservò con sguardo critico da vicino, nell’ex ospedale psichiatrico della sua città, qualche anno prima che la legge Basaglia imponesse la chiusura definitiva dei manicomi in Italia.
Della lunga e intensa carriera di Bruno Caruso, saranno in mostra a Palermo le opere dell’Elogio della Follia, del Ciclo delle Belve, I disegni del Nuovo e dell’Antico Testamento, le opere di Alla Maniera Spagnola, di Napoli 1799, i disegni del Gattopardo, gli acquerelli che hanno illustrato il libro Il Teatro Biondo, i libri di Mitologia dell’Arte Moderna e delle Giornate della Pittura.
Spettacolare la serie di ritratti che Bruno Caruso dedicò ai suoi amici: una vera galleria del Novecento dove figurano intellettuali e artisti come Renato Guttuso, Fabrizio Clerici, Giorgio de Chirico, Federico Zeri, Luigi Pirandello, Mino Maccari, Indro Montanelli, Ernest Hemingway, Eugenio Scalfari, Roberto Longhi, persino il grande Alberto Sordi, ritratto in una posa del film “Lo sceicco bianco”; i registi Luis Bunuel e Marco Ferreri. Infine alcuni inediti, come quelli dedicati al grande amico Vittorio Nisticò, direttore del giornale L’Ora, con il quale Bruno Caruso ha combattuto battaglie culturali contro la mafia. Fra i pezzi più rari e raramente esposti anche una matita, Pierrot e la Luna (1949). Visite dal martedì al sabato, dalle 10.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 20. Domenica e lunedì chiusi.
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