PALERMO. Prodotto dall’Associazione culturale Abc, nell’ambito della nuova stagione teatrale Turi Ferro, il palcoscenico di Sicilia è lieto di ospitare “L’avaro” di Molière. Dal 23 al 25 gennaio 2026 lo spettacolo andrà in scena al Golden di Palermo. Protagonista assoluto è un istrionico e brillante Enrico Guarneri, diretto magistralmente da Guglielmo Ferro che firma una regia raffinata, rispettosa della tradizione ma attenta alla contemporaneità.
Portare in scena “L’avaro” significa attraversare con ironia tagliente un testo immortale che racconta vizi e debolezze dell’animo umano con una lucidità ancora sorprendentemente attuale. L’opera di Molière, pur affondando le radici nel Seicento, continua a parlarci con uno sguardo vivo, corrosivo, spietatamente comico. La regia di Guglielmo Ferro sceglie di restituire questa vitalità senza forzature, puntando sull’essenza di quelle pagine: un meccanismo teatrale perfetto dove ogni battuta è un ingranaggio calibrato, ogni personaggio una maschera lucida delle nostre ossessioni. In questo contesto brilla la figura di Enrico Guarneri, attore istrionico, capace di dominare la scena con naturalezza e presenza magnetica. La sua interpretazione di Arpagone è sì una caricatura irresistibilmente comica, ma anche una figura reale profondamente umana, ossessionata, fragile, grottesca.
Si muove con la maestria del mattatore, attraversando con disinvoltura registri diversi: dal paradosso alla farsa, dalla satira al dramma interiore. È una prova attoriale – la sua – che coniuga esperienza e spontaneità, tecnica e istinto, facendo vibrare ogni parola con autenticità. Con lui sul palco un cast formidabile: Rosario Marco Amato, Liborio Natali, Nadia De Luca, Emanuela Muni, Plinio Milazzo, Mario Opinato, Loredana Marino, Diana D’Amico, Gianni Fontanarosa e Ruggero Rizzuti. La messinscena non cerca di attualizzare forzatamente, ma si concentra sulla verità dei caratteri e sul ritmo della parola, lasciando che sia il testo a fare da guida. Il risultato è un “Avaro” che si muove fra tradizione e vivacità teatrale, restituendo non solo una gustosissima commedia, ma un riflesso acuto e divertito delle nostre manie più profonde.
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